Anno giudiziario 2018: firmato il decreto per la realizzazione del nuovo Palazzo di giustizia

“La cerimonia inaugurale dell’anno giudiziario 2018 si svolge in un momento di particolare complessita’ per le istituzioni repubblicane, e che, se non mi inganno, si declina essenzialmente come bisogno di recuperare una autorevolezza necessaria, nei rapporti reciproci fra le istituzioni e nei rapporti fra le stesse e i cittadini”. Lo ha detto il presidente della Corte d’Appello di Catania Giuseppe Meliado’, durante il suo intervento alla cerimonia di inaugurazione dell’Anno giudiziario. “E’ senz’altro consolidato il buon andamento della giurisdizione civile nel distretto. In Corte di appello la pendenza degli affari civili ha registrato, nonostante la crescita delle sopravvenienze (passate da 3857 a 4640) e grazie alla accresciuta produttivita’ dei magistrati ( che hanno definito 5.113 processi a fronte dei precedenti 4.757), un’ulteriore complessiva diminuzione”.  “La durata dei processi in appello – ha aggiunto il presidente Meliado’ – che solo qualche anno fa oscillava fra cinque e sei anni) e’ pertanto in calo e si attesta ormai intorno ai tre anni (e in meno di tre anni nella sezione famiglia e nella sezione lavoro), un positivo contributo per la riconduzione dei tempi processuali agli standard europei e’ venuto pure dai giudici ausiliari in servizio presso la Corte, agevolati dal pieno coinvolgimento nella vita delle sezioni e nelle attivita’ dell’Ufficio per il processo”. Il presidente della Corte d’Appello ha poi annunciato che è stato firmato il primo decreto di finanziamento dei lavori di viale Africa. Si parte con le gare e con i lavori per la realizzazione del nuovo Palazzo di giustizia.

A finanziare la realizzazione, sarà la Regione siciliana, tramite l’assessorato alle Infrastrutture, che ha emesso il relativo decreto di stanziamento delle risorse per 40 milioni di euro, spalmati in cinque anni, dal 2018 al 2022. Il cronoprogramma prevede, in particolare, una prima tranche di un milione e 200mila euro per il 2018 e, a seguire, due milioni per il 2019, quattro per il 2020, venticinque per il 2021 e sette milioni e 800mila euro per il 2022. Le somme provengono dal ‘Fondo di sviluppo e coesione 2014/2020′, per interventi mirati alla riqualificazione e messa in sicurezza di edifici di valenza pubblica. “Con la costruzione di un secondo Palazzo di giustizia – sottolinea Musumeci – si evitera’ un inutile spreco di denaro, dovuto al pagamento degli affitti dei diversi uffici giudiziari, al momento suddivisi in moltissime sedi. La ‘Cittadella’, oltre a essere un’importante infrastruttura per la citta’ di Catania e presidio di legalita’, sara’ un’opera all’altezza dei bisogni della cittadinanza, eliminando disfunzioni e disagi per gli utenti e per gli stessi operatori”.

“Dalle relazioni degli uffici inquirenti di primo grado emerge come rilevante rimanga il numero dei procedimenti che riguardano fatti di criminalita’ organizzata. In particolare le indagini svolte hanno dimostrato come le organizzazioni mafiose continuano a reinvestire i cospicui profitti derivanti dai traffici criminali, ed in particolare dal traffico della droga, in attivita’ economiche apparentemente lecite ma esercitate con il metodo mafioso, realizzando cosi’ un’infiltrazione nel settore economico che finisce per depotenziare ed escludere dal mercato l’iniziativa imprenditoriale sana”. Lo ha detto il presidente della Corte d’Appello di Catania, Giuseppe Meliado’.

“I settori economici in cui si e’ registrata maggiormente tale infiltrazione – ha aggiunto il presidente della Corte d’Appello – sono quelli caratterizzati da bassa tecnologia, ampio ricorso a manodopera irregolare, disponibilita’ di ingente liquidita’, possibilita’ di concorrere nei pubblici appalti. Tali profili contraddistinguono in tutto o in parte le imprese operanti nei settori delle costruzioni, del commercio all’ingrosso ed al dettaglio, dell’agroalimentare, del trasporto, della gestione delle sale scommesse, del ciclo del trattamento dei rifiuti. Si conferma, inoltre, l’allarmante e costante sopravvenienza dei reati in materia di stupefacenti e di atti persecutori, questi ultimi spesso conseguenti a conflittualita’ maturate all’interno di contesti familiari. Sensibilmente aumentato e’ il flusso dei reati contro il patrimonio, con particolare riferimento ai furti, alle rapine in danno di istituti di credito e furti di rame e ferro. Sostanzialmente stabile e’ anche il numero dei delitti di omicidio volontario e dei reati contro la pubblica amministrazione, mentre si e’ riscontrato un notevole aumento nella fase dibattimentale dei procedimenti per bancarotta semplice e fraudolenta”.