Antonello Montante ai domiciliari per le sue condizioni di salute

Antonello Montante

Antonello Montante, ex leader di Confindustria, ha lasciato il carcere e adesso si trova ai domiciliari nella sua villa di Serradifalco. Il provvedimento e’ stato disposto dal Tribunale del Riesame di Caltanissetta che ha accolto l’istanza presentata dai suoi legali, Giuseppe Panepinto e Carlo Taormina. “Il regime carcerario – ha affermato l’avvocato Panepinto – era incompatibile con le sue condizioni di salute”. Montante, arrestato nell’ambito dell’operazione della Squadra Mobile “Double Face”, era stato prima in carcere al Malaspina di Caltanissetta, poi era stato trasferito ad Agrigento e successivamente al Pagliarelli. Attualmente, Montante e’ sotto processo, con il rito abbreviato, con altri cinque imputati, davanti al Gup di Caltanissetta, Graziella Luparello.

Montante e’ accusato di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione. Secondo la Procura nissena, Montante, per anni ritenuto paladino dell’antimafia, avrebbe fatto parte di una vera e propria rete di “spionaggio” con lo scopo di avere notizie sulle indagini della magistratura a suo carico. “Antonello Montante è stato liberato dopo 10 mesi di ingiusta e inumana detenzione! Comincia ora la vera battaglia giudiziaria dell’ex presidente di Confindustria Sicilia e dell’ex vicepresidente di Confindustria nazionale contro la mafia che lo ha calunniosamente fatto arrestare per riprendere gli sporchi affari che per dodici anni Antonello Montante aveva azzerato in simbiosi con la magistratura nissena che gli ha poi voltato le spalle”.

E’ quanto scrive su Facebook l’avvocato Carlo Taormina, uno dei legali dell’ex presidente di Sicindustria da oggi agli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico dopo avere lasciato il carcere come disposto dal Tribunale del riesame di Caltanissetta. “Antonello Montante- dice Taormina – inizierà il nuovo percorso processuale di attacco a tutti coloro che hanno tentato di massacrarlo chiedendo di essere sentito dalla Procura di Catania dove verserà tutte le sue consapevolezze che mai potrebbe trasmettere alla Procura di Caltanissetta”.

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