Studentessa uccisa a Messina: sospetti su complici nella fuga dell’indagato

Gli investigatori ritengono che Stefano Argentino, il 27enne accusato dell’omicidio di Sara Campanella, studentessa universitaria di origini palermitane, non abbia agito da solo nella fase successiva al crimine. Il giovane, arrestato dai carabinieri del comando provinciale di Messina, si sarebbe infatti avvalso del supporto di terzi per darsi alla fuga e rendersi irreperibile. È quanto emerge dal decreto di fermo della Procura, in cui si legge che Argentino “è riuscito ad allontanarsi agevolmente immediatamente dopo i fatti, grazie al sostegno di persone ancora da identificare, che lo hanno aiutato a far perdere le sue tracce”.
La sua latitanza è durata solo poche ore: è stato rintracciato nella notte in una casa di famiglia a Noto, nel Siracusano. Dopo aver compiuto il delitto in pieno giorno, sotto gli occhi attoniti di decine di testimoni, si era allontanato in auto. Alcuni presenti avevano persino tentato di inseguirlo. Gli inquirenti stanno ora cercando di risalire a chi abbia potuto favorire la sua fuga, ipotizzando una rete di supporto logistico.
Nel frattempo, Messina si è fermata per ricordare Sara. In centinaia si sono riuniti in Galleria Vittorio Emanuele per condannare l’ennesimo femminicidio e chiedere giustizia. La giovane, 22 anni, studiava tecniche di laboratorio biomedico all’Università di Messina. Era originaria di Misilmeri e si sarebbe dovuta laureare a novembre. Aveva appena presentato la domanda di tesi.
Chi le era vicino racconta di una ragazza semplice, brillante, molto studiosa e discreta. Secondo amici e compagne di corso, da tempo subiva le attenzioni indesiderate di Argentino, che non accettava il suo rifiuto. In un messaggio inviato a un’amica poche ore prima dell’aggressione, aveva scritto: “Il malato mi segue”. Non aveva però sporto denuncia.
Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, lunedì Sara era in zona Policlinico per il tirocinio. Lui l’ha seguita, l’ha avvicinata in strada e, dopo una lite, l’ha colpita con un’arma da taglio ancora non ritrovata. Testimoni parlano di urla, di una ragazza che tentava di fuggire, piegata dal dolore, e di un uomo che la raggiungeva armato. Sara è crollata al suolo, mentre l’aggressore fuggiva. È morta poco dopo al Policlinico.
Il dolore per la tragedia è profondo, sia tra i familiari sia nell’ambiente accademico. Il fratello e lo zio della vittima sono andati in ospedale per il riconoscimento, in attesa dell’autopsia. Il fidanzato, Antonino Fricano, ha scritto un commosso addio sui social: “Ciao amore mio, tutto questo non doveva succedere. Mi è stato strappato un pezzo di cuore”.
La professoressa Pasqualina Laganà, coordinatrice del corso di laurea, ha ricordato Sara con la voce rotta dall’emozione: “L’ho vista fino al giorno in cui è stata uccisa. Era una studentessa modello: attenta, rispettosa, piena di sogni”. Anche il direttore di dipartimento, Sergio Vinci, ha sottolineato quanto sia importante ora accompagnare gli studenti in questo ritorno in aula, che non sarà più lo stesso: “La didattica deve andare di pari passo con il sostegno umano. Non possiamo limitarci a fare lezione”.
I docenti, profondamente colpiti, hanno sospeso le attività accademiche per stringersi attorno agli studenti. Le colleghe di Sara, visibilmente provate, hanno confermato che lei temeva di essere seguita e si era confidata con qualcuno. “Poteva capitare a chiunque di noi”, dicono.
Nel frattempo, Argentino – descritto come un ragazzo introverso e solitario, con una passione per le moto e la Juventus – è in attesa dell’udienza di convalida del fermo. Il suo legale, Raffaele Leone, nominato dai genitori, non ha ancora deciso se assumere formalmente la difesa. “La famiglia è sconvolta”, ha dichiarato.
Secondo la Procura, l’indagato rappresenta un soggetto “di non comune pericolosità, capace di agire con ferocia e crudeltà”. Il movente, secondo gli inquirenti, è legato al rifiuto ossessivamente non accettato da parte della giovane. “Basta, lasciami stare”, avrebbe gridato Sara prima di essere colpita.