
Il Comune di Tremestieri Etneo, in provincia di Catania, è stato ufficialmente sciolto per infiltrazioni mafiose. La decisione è stata presa dal Consiglio dei Ministri, su proposta del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, dopo mesi di indagini approfondite condotte da una commissione ispettiva nominata dalla Prefettura.
Al centro della vicenda, la precedente amministrazione guidata dall’ex sindaco Santi Rando, coinvolto direttamente nell’inchiesta giudiziaria “Pandora”, che ha fatto luce su presunti rapporti tra politica e criminalità organizzata. Rando, già arrestato lo scorso anno e recentemente condannato per voto di scambio politico-mafioso e corruzione.
Le intercettazioni e le dichiarazioni di due collaboratori di giustizia, Salvatore Bonanno e Silvio Corra, avrebbero evidenziato contatti diretti tra ambienti mafiosi e politici locali. Un ruolo chiave sarebbe stato giocato da Piero Alfio Cosentino, genero del boss mafioso Vito Romeo, figura di spicco della cosca. Cosentino avrebbe agito da intermediario tra il clan e la politica locale, gestendo richieste di appalti e posti di lavoro.
L’indagine ispettiva, durata sei mesi, ha confermato che la macchina amministrativa del comune non aveva sufficienti misure di prevenzione contro l’influenza della criminalità organizzata, soprattutto nell’assegnazione di appalti pubblici. I risultati delle ispezioni hanno convinto il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, guidato dalla Prefetta Maria Carmela Librizzi, a inviare la richiesta ufficiale di scioglimento al Ministero dell’Interno.
La gestione del comune è ora affidata a una Commissione straordinaria nominata dal Governo, che amministrerà Tremestieri Etneo per i prossimi diciotto mesi, con il compito di ristabilire condizioni di legalità e trasparenza nell’ente pubblico.