Caso Raciti, il legale di Speziale chiede l’annullamento dell’ordinanza della Corte d’Appello di Messina

L’avvocato Giuseppe Lipera, difensore di Antonino Speziale, ha presentato un’istanza in autotutela per chiedere l’annullamento dell’ordinanza con cui la Corte d’Appello di Messina ha dichiarato “inammissibile per manifesta infondatezza” la richiesta di revisione del processo per la morte dell’ispettore di polizia Filippo Raciti, deceduto il 2 febbraio 2007 durante gli scontri tra forze dell’ordine e ultras del Catania.

Speziale, condannato per omicidio preterintenzionale a otto anni e otto mesi di carcere (pena già scontata), aveva avanzato tramite il suo legale una nuova richiesta di revisione. Ma secondo Lipera, la decisione della Corte messinese sarebbe viziata da un elemento di incompatibilità, poiché tra i giudici del collegio vi era un magistrato che, fino al 31 dicembre 2024, aveva svolto le funzioni di consigliere presso la Corte d’Appello di Catania, ovvero nello stesso distretto giudiziario in cui Speziale venne condannato nel 2011 con sentenza poi passata in giudicato.

Secondo l’avvocato, tale circostanza potrebbe compromettere la necessaria terzietà e imparzialità del giudizio, poiché «l’affidare l’esame della richiesta a un giudice appartenente allo stesso distretto potrebbe generare il rischio di condizionamenti, anche solo inconsci, legati a decisioni già adottate in precedenza, proprie o di colleghi dello stesso ambiente giudiziario».

Al centro della richiesta di revisione – già respinta – vi è la tesi del “fuoco amico”, secondo cui l’ispettore Raciti sarebbe stato colpito mortalmente non da un’azione degli ultras, ma da una manovra accidentale di una Range Rover della polizia. Questa ipotesi è stata già esaminata e respinta nei tre gradi di giudizio precedenti.

L’istanza è ora al vaglio del presidente della Corte d’Appello di Messina, Luigi Lombardo, cui viene chiesto di assegnare l’eventuale nuova trattazione a un collegio diverso.