Bongiorno, "prove straordinariamente a favore di Mario Ciancio"

“In questo procedimento ci sono delle prove straordinariamente a favore di Mario Ciancio Sanfilippo e sono i collaboratori di giustizia: nessuno di loro parla di fatti specifici. Ho elencato tutti quelli citati dall’accusa, uno a uno, e nessuno, ribadisco nessuno, ha fatto cenno a un fatto specifico”. Lo ha affermato l’avvocato Giulia Bongiorno dopo avere chiesto al Gup di Catania, Loredana Pezzino, il “non luogo a procedere” per l’editore accusato di concorso esterno all’associazione mafiosa. L’udienza preliminare sulla sua richiesta di rinvio a giudizio è stata aggiornata al prossimo 1 giugno. “Tutti parlano di generica ‘vicinanza’ – ha aggiunto la penalista – ma nessuno è in grado di parlare di un singolo episodio. E nel procedimento deve valere questo principio: è importante quello che sanno, ma anche quello che non sanno. E questo significa che nei confronti di Ciancio non ci sono fatti, né ce ne potrebbero essere”. “Io credo che non sarebbe assolutamente corretto – ha osservato l’avvocato Bongiorno – un rinvio a giudizio che non avrebbe sviluppo in un processo e dilaterebbe ulteriormente la sofferenza di Ciancio e non porterebbe ad alcunché. Una sentenza di non luogo a procedere non cancellerebbe la sofferenza, ma sarebbe la dimostrazione del fatto che quando i collaboratori di giustizia fanno ‘pettegolezzo’ non vengono presi per oro colato. Fatti concreti – assicura la penalista – non ne verranno fuori neppure durante un eventuale processo e quindi una sentenza di non luogo a procedere metterebbe fine a una vicenda che a tratti sembra surreale”. L’avvocato Bongiorno ha anche parlato della sentenza d’appello che ha prosciolto l’ex governatore Raffaele Lombardo dall’accusa di concorso esterno all’associazione mafiosa: “Visto che quella di primo grado – ha commentato – è stata richiamata come un baluardo dell’accusa, dobbiamo prendere atto che un baluardo dell’accusa è venuto meno”.