Call center, più difficili le delocalizzazioni all'estero

“Dopo l’approvazione della clausola sociale nei cambi d’appalto, alla Commissione Bilancio della Camera, passa l’emendamento per rendere più difficili le delocalizzazioni all’Estero. Inoltre, con un altro emendamento sono stati finanziati 30 milioni di euro per gli ammortizzatori sociali del settore”. A dichiararlo è la parlamentare nazionale Luisa Albanella, componente della Commissione Lavoro alla Camera, in una nota congiunta dei deputati Pd Cesare Damiano, presidente, Maria Luisa Gnecchi, Marco Miccoli.

“Norme che possono diventare decisive per la risoluzione delle crisi occupazionali nei call center – sottolinea – Il finanziamento di 30 milioni di euro per gli ammortizzatori sociali del settore per il 2017 e i provvedimenti sulle delocalizzazioni, sono gli argomenti al centro dei tavoli aperti in questi mesi al Ministero dello Sviluppo Economico e hanno visto protagonisti, oltre al Governo, le Organizzazioni Sindacali e le associazioni imprenditoriali: risorse economiche importantissime che aiuteranno a risolvere le drammatiche vertenze occupazionali del settore”.

“Ci auguriamo che queste norme, introdotte dagli emendamenti della Commissione Lavoro, vengano confermate al Senato ed utilizzate per scongiurare i licenziamenti annunciati in queste ultime settimane – concludono Albanella e i colleghi – Ora sarebbe necessario che, a seguito di questa importante approvazione, Almaviva Contact ritiri le procedure di licenziamento per i 2500 lavoratori e che il Governo convochi al più presto il tavolo, chiedendo a tutti di aggiornare le posizioni proprio in virtù delle novità contenute nel testo approvato dalla Commissione Bilancio della Camera”.

Gli emendamenti regolamentano le delocalizzazioni che dovranno avvenire previa comunicazione, entro 30 giorni (non più 120) anche all’Ispettorato Nazionale del Lavoro e al Ministero dello Sviluppo Economico. Verranno comminate sanzioni amministrative per comunicazioni omesse o tardive e non sarà erogato alcun beneficio, anche fiscale o previdenziale, per le attività di call center che delocalizzano in paesi non membri dell’UE. Sarà garantita la possibilità di ricevere il servizio da un operatore collocato nel territorio nazionale o dell’Unione Europea e sarà considerato responsabile del trattamento dei dati personali anche il soggetto che affida il servizio all’esterno. Si introduce, infine, l’obbligo di iscrizione al Registro degli operatori di comunicazione.

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