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Agli studenti Ernesto Casablanca e Andrea De Domenico il “Premio Archimede”
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Gli studenti Ernesto Casablanca e Andrea De Domenico sono i vincitori dell’edizione 2022 del Premio Archimede, il riconoscimento che dal 2005 viene conferito ogni anno rispettivamente ai laureati triennali e magistrali dei corsi di studio in Informatica che si sono particolarmente distinti per la loro carriera accademica e per il lavoro di tesi, ‘segnalati’ dalle commissioni di laurea.

Il premio – una targa e una somma in denaro – è stato consegnato stamattina nel corso di una cerimonia che si è tenuta nell’aula magna del Dipartimento di Matematica e Informatica.

Quest’anno la commissione giudicatrice – costituita dai docenti Giovanni Maria Farinella, Mario Pavone e Corrado Santoro – ha assegnato il premio agli studenti Ernesto Casablanca per la laurea triennale e a Andrea De Domenico per la laurea magistrale.
Il dott. Casablanca (presente in aula) si è laureato il 24 settembre dello scorso anno con una tesi dal titolo “Decentralizzazione del mercato dell’energia” (tutor il prof. Giuseppe Pappalardo e il dott. Giovanni Marotta). Il secondo premiato, il dott. De Domenico (in collegamento), ha conseguito la laurea magistrale il 30 luglio con una tesi dal titolo “Convexity and complexity results for polynomial sublanguages of Multi-Level Syllogistic” (tutor il prof. Domenico Cantone e il dott. Pietro Maugeri). Dalla tesi sono scaturite due pubblicazioni presentate al “35.th Edition of the Italian Conference on Computational Logic” e al “The Twelfth International Symposium on Games, Automata, Logics, and Formal Verication”. Il dott. De Domenico aveva già ricevuto il premio nel 2020 per la laurea triennale.

A consegnare i premi è stato il rettore Francesco Priolo insieme con il prof. Orazio Muscato, direttore del Dipartimento di Matematica e Informatica, e i presidenti dei due corsi di laurea in Informatica, i docenti Filippo Stanco (triennale) e Dario Catalano (magistrale).
«Un riconoscimento importante per i nostri migliori studenti che in un periodo molto difficile sono riusciti a raggiungere, insieme con tanti altri allievi del nostro ateneo, il prestigioso traguardo della laurea – ha spiegato il rettore Francesco Priolo -. Un periodo difficile per tutti i giovani che, nonostante l’impegno dell’Università di Catania che ha garantito le attività didattiche anche se “a distanza”, a causa della pandemia sono stati privati della socialità. Puntate adesso a nuovi obiettivi e nuovi traguardi anche perché l’informatica ha un impatto importante su tutti noi e, inoltre, favorisce l’accesso al mondo del lavoro».
Corsi di laurea che, infatti, affascinano sempre più gli studenti e che dal prossimo anno accademico (2022/2023) prevede nuovi curricula altamente professionalizzanti.
Le “matricole” del corso di laurea triennale, infatti, si cimenteranno in sei nuovi corsi: “Artificial Intelligence and Robotics”, “Computational Theory and Quantum Algorithms”, “Computer Graphics and Games”, “Cybersecurity and Digital Forensics”, “Data Science” e “Programming Web, Mobile and Virtualized Environments”. Un’offerta formativa più ampia che consentirà di ampliare maggiormente le conoscenze degli studenti grazie ai nuovi percorsi.

Il corso di laurea in Informatica, al primo posto nel 2021 tra gli atenei italiani sulla base del ranking di Educational Around, da oltre 30 anni forma informatici con un livello occupazionale che sfiora il 100%. In ambito nazionale riceve normalmente la certificazione di qualità del GRIN (Gruppo Informatici) che valuta l’offerta formativa in Italia.
«Abbiamo cercato di completare la nostra offerta formativa organizzando al meglio i corsi già erogati e aggiungendone di nuovi – spiega il prof. Filippo Stanco, presidente del corso di laurea triennale in Informatica -. La riorganizzazione prevede il raggruppamento per tematiche di alcuni argomenti caratterizzanti per un laureato in Informatica. In questo modo dopo la laurea di primo livello si avrà già una preparazione specialistica che consentirà di iniziare a lavorare oppure di completare gli studi con delle magistrali molto più specifiche».

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