venerdì 27 Gennaio 2023
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Catania

Mafia: eseguita misura di prevenzione a Catania

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il provvedimento riguarda beni per 2,5 milioni di euro

Blitz della polizia di Stato di Catania che ha eseguito una misura di prevenzione patrimoniale disposta dalla Sezione Misure di prevenzione del tribunale, su proposta del procuratore e del questore. Sequestrati beni immobili e imprese commerciali del valore di alcuni milioni di euro, riconducibili a esponenti di vertice di un clan catenese.

Il provvedimento riguarda beni per 2,5 milioni di euro riconducibili a Giuseppe Salvatore Lombardo, di 55 anni, e al figlio Salvuccio Junior, di 28, entrambi indicati come esponenti di spicco, con ruoli apicali, del clan Cappello e legati da diretti rapporti di parentela con il capostipite della stessa cosca, il capomafia Salvatore Cappello. Il sequestro ai fini della confisca ha riguardato: 5 immobili a Catania, tra cui una lussuosa villa in località Ippocampo di Mare; un maneggio abusivo; sette rapporti finanziari e due imprese individuali commerciali, di cui una nel settore della torrefazione e nel commercio del caffè ed una attiva nel settore del commercio dei fiori nell’area davanti il cimitero monumentale di Catania e storicamente gestita dalla famiglia Lombardo, detto per questo ‘U ciuraru’ (il fioraio).

La “pericolosità sociale” dei due, sottolinea la Procura in una nota, è “stata ricavata dai loro innumerevoli precedenti di polizia e dalle condanne definitive anche per associazione mafiosa”. Le indagini e gli accertamenti “patrimonialisti” della Divisione Anticrimine e della Squadra Mobile, coordinate dalla Procura della Repubblica, oltre ad “avere delineato un solido quadro probatorio ed evidenziato l’attuale e qualificata pericolosità sociale dei due”, hanno anche consentito di “verificare le loro posizioni economiche, permettendo di individuare anche cespiti patrimoniali e attività commerciali oggetto di intestazione fittizia, acquisiti attraverso il reimpiego di danaro proveniente dalle loro attività illecite”.

Il Tribunale recependo la proposta congiunta del Procuratore e del Questore di Catania, ha ritenuto che i Lombardo, padre e figlio, “in quanto soggetti ‘socialmente pericolosi’, abbiano ricavato vantaggi economici dai traffici illeciti cui erano dediti e che i beni acquisiti, viziati da un’apprensione illecita genetica, siano stati sottratti al circuito dell’economia legale”.

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