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Renna, “amore non vuol dire subire violenza”

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nell'omelia pronunciata in Cattedrale per la Messa dell'Aurora in onore della Patrona della città, Sant'Agata

“Cosa dai a tuo figlio? Lo studio? Allora sarà libero un domani, perché non dovrà piegarsi né a un imprenditore che lo sfrutta dandogli un salario di fame, né alla mafia che recluta i ragazzi più fragili per renderli uomini che non avranno mai un futuro dignitoso. Sarà libero di votare con la sua testa e di partecipare alla vita democratica senza ricatti. Cosa dai a tuo figlio? Una pistola che lo faccia sentire onnipotente? Le armi esibite o date ai figli sono il peggior insegnamento che si possa dare, perché con le armi si uccide e anche se ci si diverte lo si fa in una maniera non appropriata la morte”.

Lo ha detto l’arcivescovo metropolita di Catania, Luigi Renna, nell’omelia pronunciata in Cattedrale per la Messa dell’Aurora in onore della Patrona della città, Sant’Agata. “Ci piace pensare – ha aggiunto – che Sant’Agata, come una vera discepola del Signore, ci prenda per mano tanti che come la suocera di Pietro sono ‘bloccati’ nella malattia, nelle povertà di ogni tipo, nelle storie di peccato e di corruzione. Lei ci inviti a rialzarci e a farci camminare, in questa aurora, verso il giorno in cui splende giustizia e carità per tutti. E insegni anche a noi a essere solidali e servitori come Gesù Cristo, come Don Pino e gli altri Santi, e tutti possiamo sentire che “i raggi di un sole”, quello delle beatitudini del Vangelo, illumini questa città che Lei ha irrorato col suo sangue di martire cristiana”.

“Questa mattina voglio rivolgermi soprattutto alle famiglie, invitando a lasciarsi prendere per mano dal Signore e da Sant’Agata. I mariti siano accanto alle mogli con tenerezza, senza asprezza o, peggio, violenza. Sappiano che il bene di una coppia che rimane unita per tutta la vita, è inestimabile. Gli uomini non insidino altre donne, rovinando altre famiglie e diventando padri di figli che abbandoneranno. E voi mogli, amate i vostri mariti con la stessa fedeltà con cui Sant’Agata ha amato Cristo suo sposo. State attente però: amore non vuol dire subire violenze e tradimenti, essere messe a tacere dai mariti, da suoceri e suocere che sono peggio di Quinziano e di quella cattiva madre che fu Afrodisia. Lasciatevi toccare il cuore per amare sinceramente e fedelmente!”.

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