domenica 16 Giugno 2024
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Sappe, “giornata di assurda follia nel carcere di Piazza Lanza”

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“Giornata di assurda follia nel carcere Piazza Lanza di Catania, con agenti di Polizia penitenziaria contusi dopo le violenze di un detenuto. Basta! È ora della tolleranza zero”.

A dirlo è Francesco Pennisi, delegato nazionale per la Sicilia del Sindacato autonomo polizia penitenziaria (Sappe), denunciando l’aggressione subita da cinque agenti nella casa circondariale etnea da parte di un detenuto originario del Ghana.

Secondo quanto ricostruito dal Sappe l’uomo nella tarda serata di domenica ha colpito con una testata l’agente del reparto e con calci e pugni gli altri colleghi intervenuti per bloccarlo.

“Tra l’altro, durante le fasi concitate – dice Pennisi – è avvenuto anche un blackout dell’energia elettrica: il carcere è rimasto al buio per circa un’ora, visto il mancato funzionamento del gruppo elettrogeno. Anche in tali precarie condizioni, il personale di Polizia penitenziaria è riuscito a gestire il serio evento critico”.

Tutti e cinque gli agenti, a causa delle contusioni riportate, hanno dovuto far ricorso alle cure ospedaliere. Donato Capece, segretario generale del Sappe, esprime “solidarietà e vicinanz” ai poliziotti feriti ed evidenzia come “le intolleranze del detenuto e il grave episodio da lui provocato è sintomatico del fatto che le tensioni e le criticità nel sistema dell’esecuzione della pena in Italia sono costanti. La situazione è diventata allarmante per la Polizia penitenziaria, che paga pesantemente in termini di stress e operatività questi gravi e continui episodi critici.

“Servono risposte ferme da parte del Dap, che assiste silente e indifferenze a queste continue violenze. Bene l’ipotesi di configurare come aggravante l’aver posto in essere atti finalizzati ad alterare l’ordine e la sicurezza durante la carcerazione, come ha annunciato il sottosegretario alla Giustizia, Andrea Ostellari, ma io credo si debba andare oltre, destinando carceri dismesse come l’Asinara e Pianosa per contenere quei ristretti che si rendono protagonisti di gravi eventi critici durante la detenzione ed espellere tutti i detenuti stranieri oggi presenti nelle carceri italiane (oltre 18mila) per far scontare loro la pena nelle prigioni dei loro Paesi”.

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