Città metropolitana, in agitazione il personale. "Chiediamo un futuro di certezze per l'ente"

Continua lo stato di agitazione del personale della Città Metropolitana di Catania che stamattina, nel corso di un’assemblea tenutasi in presenza delle segreterie provinciali e regionali di FP CGIL , UIL FPL, CSA RAL, hanno richiesto “con estrema urgenza” di interloquire con la Regione Siciliana ed il governo nazionale a difesa del futuro dell’ente, a garanzia dei servizi dei cittadini (reti stradali, scuole e servizi sociali etc) ed i livelli occupazionali. I lavoratori chiedono anche “la liquidazione ai dipendenti della ridicola produttività del 2016 per circa 300 euro annui per dipendente (a fronte di circa 40.000 euro per ciascun dirigente) e di ogni altra spettanza non corrisposta e sospesa da molti mesi; la reitera della richiesta di incontro immediato col sindaco Bianco, vista la carenza di ogni relazione sindacale”.

Per i rappresentanti sindacali è in atto il dibattito sulla gravità della situazione dell’ente, schiacciato tra l’ evidente insufficienza delle risorse causato del prelievo forzoso dello Stato (pari ad un terzo delle risorse disponibili) ed i “comportamenti provocatori” adottati dal Segretario Generale, “giunto in tale contesto disastroso – si legge nella nota firmata dalle segreterie provinciali delle tre sigle – a proporre di sottrarre le esigue risorse destinate ai circa 600 dipendenti per remunerare solo una decina di “fortunatissimi funzionari” cui elargire le indennità delle posizioni organizzative.

La richiesta di convocazione delle sigle sindacali è stata più volte respinta con l’alibi di non avere indirizzo politico dal legale rappresentante dell’ente, che è il supersindaco Bianco. A quest’ultimo è stata fatta richiesta analoga.

Mentre l’ente naufraga, il Fondo per l’efficienza dei Servizi ( Produttività e P.E.O.) del comparto e quello della dirigenza – che devono essere discussi nei primi mesi dell’anno- non sono stati costituiti nè presentati alle organizzazioni sindacali ed alla rsu. A tal proposito, il presidente della delegazione trattante ha più volte ribadito , incomprensibilmente, di non avere ricevuto alcun indirizzo politico, sottraendosi di fatto al dovuto confronto con le organizzazione sindacale firmataria del contratto” .

“E’ stato rimarcato che la misura recentemente adottata di “controllo della movimentazione del personale” all’interno degli uffici, presentata quale contrasto al fenomeno della corruzione, risulta viziata da alcune forzature, non comprendendosi quali casi di mala amministrazione possano essere prevenuti con detta misura.

Alla Città Metropolitana di Catania anche lo spostamento per esigenze lavorative necessita di una espressa autorizzazione. Tale misura non facilita di certo lo svolgimento della prestazione lavorativa che risulta rallentata ed appesantita, ma è lecito pensare che questo “obiettivo” possa servire ad incrementare qualche indennità di risultato del vertice dell’ente, che si aggiunge allo stipendio”.