domenica 27 Novembre 2022
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Asaec: trent’anni di Antiracket a Catania. L’impegno continua

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L’Asaec (Associazione antiestorsione di Catania) celebra i suoi trent’anni con un incontro dal titolo Asaec: trent’anni di antiracket a Catania. L’impegno continua.

Dopo i saluti del prefetto di Catania Maria Carmela Librizzi e la proiezione di un contributo video dei soci, sarà il momento della tavola rotonda alla quale si alterneranno Giovanna Cagliostro, commissario nazionale antiracket, Roberto Di Bella, presidente del Tribunale dei minorenni Carmelo Zuccaro, procuratore della Repubblica di Catania.

Al termine, vi saranno gli interventi di alcuni rappresentanti di enti e associazioni del territorio, che renderanno una breve testimonianza del loro impegno socio-culturale. Interverranno Salvatore Resca, presidente CittàInsieme Catania; Adriana Cantaro docente di Storia e Filosofia del liceo Nicola Spedalieri; Giuseppe Adernò, già preside dell’istituto Parini e Floriana Franceschini, presidente Cna Catania.

«Con questo incontro – dichiara il presidente dell’Asaec Nicola Grassi – proveremo a raccontare, non solo il momento iniziale, attraverso le voci di chi ne fu protagonista, ma anche la continua opera di assistenza e sostegno nei confronti delle vittime e le iniziative sociali e culturali di sensibilizzazione nella lotta al fenomeno criminale mafioso, che hanno contraddistinto questi trent’anni di attivismo antiracket a Catania, approfondendo criticità attuali e possibili soluzioni».

La ricorrenza del trentennale costituisce una tappa significativa del cammino culturale e sociale che l’associazione ha compiuto, collaborando con istituzioni e forze dell’ordine, aggregando cittadini, imprenditori, commercianti, vittime di estorsione, di usura e di ricatti, aiutando la società civile a maturare il senso della legalità e a trovare la forza di denunciare.

Un importante momento di confronto che aspira a sensibilizzare e coinvolgere, da un lato, i cittadini rispetto al fenomeno del racket e dell’usura, diffondendo la pratica della denuncia e della conoscenza sulla legislazione di favore e dall’altro, le istituzioni affinché si possa realizzare e sviluppare un modello di collaborazione così da rendere decisiva la battaglia contro la criminalità organizzata.

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