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mercoledì 6 Luglio 2022

Caltagirone: contrasto al trasporto abusivo di ammalati, una denuncia

I Carabinieri della Stazione di Caltagirone hanno denunciato un 47enne del posto in quanto ritenuto responsabile di aver trasportato persone inferme senza essere in possesso dell’autorizzazione sanitaria prevista per i mezzi di soccorso.

Nella scorsa mattinata si è svolto un servizio ad ampio raggio e finalizzato al controllo del territorio, con il supporto dei colleghi del 12° Reggimento “Sicilia”, che ha visto impegnati i Carabinieri anche all’interno del presidio Ospedaliero “Gravina e Santo Pietro” di Caltagirone.

Grazie ad una capillare attività info investigativa i militari hanno percepito la sussistenza di verosimili irregolarità relativamente ai mezzi di soccorso utilizzati all’interno del Presidio Ospedaliero ed hanno proceduto, tra gli altri, al controllo di un’autoambulanza modello Renault 33 parcheggiata nel cortile interno dell’ospedale, nelle immediate adiacenze dei reparti. Gli occupanti del mezzo, che recava le scritte “Ambulanza” e “Croce Caltagirone Onlus”, si sono qualificati quali autista soccorritore e soccorritore, entrambi abbigliati con indumenti normalmente utilizzati dagli operatori sanitari/soccorritori ed hanno riferito ai militari di svolgere il servizio taxi per il trasporto degli ammalati.

A seguito di un approfondito controllo i militari hanno accertato diverse irregolarità riferibili al mezzo che, benché in regola con i documenti di circolazione, è risultato privo di autorizzazione rilasciata dall’autorità sanitaria competente per il trasporto di soccorso infermi e con un chilometraggio superiore a quello massimo consentito oltre il quale il mezzo va sostituito e non destinato al soccorso o trasporto degli ammalati.

I Carabinieri hanno effettuato una verifica sulla strumentazione medica a bordo ed hanno constatato l’assenza del defibrillatore semiautomatico, degli estintori previsti dalla legge e la presenza di due bombole di ossigeno scadute da diverso tempo.

Il 47enne deferito è già noto per precedenti vicende giudiziarie legate all’indagine convenzionalmente chiamata “Requiem”.

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