Parenti indigenti: sei obbligato a mantenerli tu, se guadagnano sotto questa cifra dovrai compensare con un assegno mensile

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Se i tuoi parenti non hanno un soldo tocca a te camparli, la legge parla chiaro, se il loro stipendio è troppo basso sono a carico tuo

Il nostro ordinamento giuridico si basa sul principio di solidarietà sociale, come sancito dall’articolo 2 della Costituzione. Questo principio impone ai cittadini di adempiere a doveri inderogabili nei confronti della collettività, compresi quelli legati ai rapporti familiari. Tra questi obblighi rientra anche il dovere di garantire un sostegno economico ai parenti in difficoltà, affinché possano condurre una vita dignitosa. Tale dovere non riguarda solo i genitori o i figli, ma può estendersi anche ai fratelli e alle sorelle che si trovano in stato di necessità.

Quando si parla di sostegno economico a un familiare, è importante distinguere tra mantenimento e obbligo alimentare. Quest’ultimo non ha lo scopo di garantire un tenore di vita adeguato, ma di fornire il minimo indispensabile per la sopravvivenza. Gli alimenti sono destinati esclusivamente a chi non dispone di risorse economiche sufficienti per soddisfare le esigenze primarie della vita quotidiana. L’obiettivo è quello di offrire un aiuto essenziale, senza che l’obbligato debba sostenere spese sproporzionate rispetto alla propria capacità economica.

L’obbligo alimentare sorge solo se il familiare in difficoltà si trova in una situazione di indigenza non voluta. Deve trattarsi di una persona impossibilitata a provvedere autonomamente alle proprie necessità economiche, ad esempio a causa di malattia, invalidità o età avanzata. Il legislatore ha stabilito che questa forma di sostegno sia destinata esclusivamente a chi non è in grado di generare reddito per motivi oggettivi, escludendo chi potrebbe lavorare ma non lo fa per scelta personale.

Prima che l’obbligo alimentare ricada sui fratelli e sulle sorelle, la legge prevede un ordine di priorità tra i familiari. I primi tenuti al sostegno economico sono il coniuge, i figli, i nipoti, i genitori, i generi e le nuore, seguiti dai suoceri. Solo se questi soggetti non sono in grado di provvedere, l’obbligo si trasferisce ai fratelli e alle sorelle. Inoltre, chi ha ricevuto una donazione dall’indigente potrebbe essere chiamato a contribuire, in proporzione al valore del bene ricevuto.

Il ruolo del giudice nella determinazione degli alimenti

L’entità dell’obbligo alimentare non è stabilita arbitrariamente, ma deve essere determinata dal giudice. Il soggetto in difficoltà economica deve rivolgersi all’autorità competente, che esaminerà la situazione e stabilirà chi è obbligato a versare gli alimenti e in quale misura. Il giudice tiene conto sia delle necessità del beneficiario che delle condizioni economiche di chi deve provvedere, evitando di imporre importi insostenibili.

Quando più fratelli sono obbligati a sostenere il familiare indigente, il giudice suddivide l’onere in base alle possibilità economiche di ciascuno. Se le condizioni finanziarie dei fratelli sono diverse, i contributi richiesti saranno proporzionati al reddito e alla capacità economica individuale. Questa suddivisione garantisce equità e impedisce che il peso del sostegno ricada interamente su un solo soggetto.

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Possibilità di revisione dell’importo

L’ammontare stabilito dal giudice non è immutabile e può essere ricalcolato in caso di cambiamenti nelle condizioni economiche delle parti coinvolte. Se il fratello obbligato al versamento degli alimenti subisce una riduzione del proprio reddito o il beneficiario migliora la propria situazione economica, è possibile chiedere una modifica della decisione. Questo meccanismo consente di adeguare l’obbligo alimentare alle reali possibilità del soggetto obbligato.

L’obbligo alimentare non si limita necessariamente al versamento di somme di denaro. Il fratello o la sorella obbligata può scegliere di fornire un sostegno diretto, acquistando beni essenziali come cibo o medicinali per il familiare indigente. Questo tipo di prestazione naturale rappresenta un’alternativa valida e può risultare più conveniente rispetto al semplice trasferimento di denaro, garantendo comunque il soddisfacimento dei bisogni primari del beneficiario.