Finanza catanese: il raro caso di un consulente che diventa advisor

Cataniaoggi ci racconta la storia di un professionista catanese, una personalità dell’ambito finanziario che ha conquistato un ruolo prestigioso grazie al suo modello d’investimento. Tutti conosciamo la figura del consulente finanziario e lo è stato anche lui, ma pochi sanno che se questo mestiere coltiva i buoni risultati ottenuti, può evolversi: si può conquistare un mandato di Advisor.

La storia di Paolo Massimiliano Corino da consulente finanziario inizia a decollare quando, a seguito di un breve test, nel 2009 un cliente decide d’investire nel suo modello d’investimento che si struttura con segnali operativi di cadenza settimanale. I risultati del cliente vengono registrati e diventano una piattaforma documentaria per un importante istituzionale finanziario: su scorta di un track record di 8 anni, Paolo ottiene da loro un mandato di Advisoring. Due anni fa è cambiata la vita di un consulente finanziario indipendente, perché lui stesso con il suo modello ha cambiato gli stereotipi della finanza attuale. La determinazione che si mette nei propri principi professionali, anche quando si va contro tendenza, può riuscire a dare grandi soddisfazioni. La realtà catanese può vantarsi di una figura professionale che conduce, vincendo, la sua piccola rivoluzione contro gli ingranaggi arrugginiti della finanza.  Ce lo spiega meglio Paolo stesso…

Paolo, iniziamo definendo la consulenza…

Con la Mifid, il ruolo del consulente finanziario non può più essere quello tradizionale: la semplice vendita di prodotti finanziari è insufficiente. Indubbiamente occorre verificare la natura del cliente e proporre soluzioni d’investimento che si adattino ad essa, in seguito alle esigenze dell’investitore stesso. Il cliente, infatti, sarà sempre sensibile all’andamento dei mercati… la sua natura è fondamentalmente ansiosa e paurosa di fronte al rischio ed alle perdite. Chi non lo sarebbe? Pertanto, proporre modelli statici che pretendono di “allevare un leone con l’insalata” (e quindi completamente avulsi dalla realtà che viviamo), non solo risulterebbe assurdo, ma anche dannoso. Il nuovo ruolo del consulente implica delle capacità gestorie, nonché la proposta di soluzioni congrue ai mercati.

Cosa prevede concretamente una buona soluzione d’investimento?

Con riferimento alla consulenza oggettiva, se questa è in grado di fare più rendimento con una dose minore di rischio (rispetto al benchmark di riferimento) e soprattutto riesce a rispettare la natura del cliente, allora sì che siamo davanti ad un efficace modello d’investimento. Verrebbero soddisfatte le esigenze di ogni singolo cliente. Purtroppo, l’adeguatezza della Mifid non corrisponde al sondare costantemente la dinamicità dei mercati ed effettuare tutte le azioni possibili per salvaguardare la salute economica dei propri clienti, ma sondare periodicamente la loro tolleranza al rischio e adeguare i portafogli a queste variazioni. Ecco che si ripropone il problema di accontentare sempre il cliente: c’è incoerenza, infatti, tra questa normativa e i protocolli di tendenza: la staticità che caratterizza la maggior parte dei protocolli finanziari è davvero nociva… Ecco perché un consulente deve interpretare bene questa norma: lui ha il dovere di limitare gli errori che commette il cliente attraverso delle indicazioni attive capaci di “curare il cliente” e non esporlo agli errori di finanza comportamentale che commette in genere.

Quali sono, dunque, i principi di efficacia di un buon protocollo d’investimento?

Un Trend Following ha i seguenti vantaggi: rispettare la natura del cliente; l’intento d’individuare le asset class in trend favorevole; evitare soprattutto le perdite difficilmente recuperabili. Un consulente saggio intraprende questa strada.

Ci sta dicendo che di questo passo i protocolli statici possono estinguersi?

Sto dicendo che visionare risultati ex post dei vari fondi, usando lo “specchietto retrovisore” per intenderci, è una mansione superata per un consulente: il Robo Advisor lo può fare a basso costo. Se fossi un cliente che volesse puntare al protocollo statico, mi servirei di un Robo Advisor: fa la stessa cosa del consulente ma mi costa di meno! La consulenza dovrà evolversi, dovrà dare molto più di “uno sguardo al passato” per soddisfare le esigenze del cliente!

Secondo lei, il mercato è maturo per una consulenza a parcella?

Non lo è, ma ci adegueremo presto anche noi italiani: negli Stati Uniti e nel Regno Unito la consulenza libera è in via di sviluppo. Questo non vuol dire che bisogna continuare a lavorare per le società bancarie mandanti: se un consulente ritiene di poter fare di più e in un modo migliore per i propri clienti, ha il diritto ed il dovere di liberarsi dalla zavorra bancaria. Il coraggio di chi è sicuro dell’efficacia delle proprie capacità, può venire premiato ed io ne sono la prova!