Fisco, hai già perso 500€ col nuovo decreto Riscossioni | Il governo ha deciso: i tuoi soldi se li tengono loro
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Fisco - (cataniaoggi.it-pexels)
I contribuenti che attendono il rimborso fiscale potrebbero non riceverlo, sono cambiate le regole e in molti stanno perdendo molto denaro
Se stai aspettando un rimborso fiscale ma hai debiti con il fisco, potresti non ricevere le somme che ti spettano. Il Decreto Legislativo n. 110 del 2024, noto come Decreto Riscossione, introduce nuove regole che cambiano profondamente la gestione dei rimborsi per i contribuenti indebitati. In particolare, se hai debiti pendenti, il rimborso potrà essere bloccato o usato automaticamente per coprire le somme dovute.
Il Decreto Riscossione modifica l’articolo 28-ter del D.P.R. n. 602/1973, semplificando le procedure per l’Agenzia delle Entrate e l’agente della riscossione. In precedenza, il contribuente aveva il diritto di accettare o rifiutare la compensazione tra il rimborso e i debiti iscritti a ruolo. Con la nuova normativa, invece, i margini di scelta si riducono notevolmente, introducendo un sistema più rigido.
Prima della riforma, il contribuente poteva rifiutare la compensazione proposta dall’agente della riscossione. Se non dava il consenso, il rimborso restava intatto e non veniva toccato. Oggi, questa possibilità non esiste più. Con le nuove regole, il rimborso fiscale potrà essere bloccato e destinato direttamente alla copertura dei debiti pendenti, anche se il contribuente rifiuta la proposta di compensazione.
Il blocco del rimborso fiscale avviene solo se l’importo supera i 500 euro (comprensivi di interessi) e se il contribuente risulta inadempiente alle cartelle esattoriali notificate. Non è quindi sufficiente avere debiti generici, ma devono essere presenti cartelle di pagamento non saldate. In questo caso, l’Agenzia delle Entrate segnala la situazione all’agente della riscossione che potrà bloccare l’erogazione.
Le nuove verifiche dell’Agenzia delle Entrate
Con il nuovo decreto, l’Agenzia delle Entrate non verifica più se il contribuente è semplicemente iscritto a ruolo, ma se è inadempiente rispetto a cartelle notificate e non pagate. Questo cambiamento rende più immediata l’individuazione dei soggetti che rischiano il blocco del rimborso e semplifica l’intervento dell’agente della riscossione.
Se il contribuente rifiuta la proposta di compensazione o non risponde, le somme rimangono comunque bloccate. L’agente della riscossione potrà trattenere le cifre fino al 31 dicembre dell’anno successivo rispetto a quando sono state messe a disposizione. Durante questo periodo, può avviare l’azione esecutiva per recuperare le somme dovute.
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Le implicazioni per i contribuenti
Questa modifica normativa penalizza chi ha debiti pendenti e attende rimborsi fiscali consistenti. Anche i rimborsi derivanti dal modello 730 possono essere bloccati se superano i 500 euro e il contribuente ha cartelle esattoriali in sospeso. Il rischio concreto è quello di vedere congelati i propri crediti fiscali fino alla completa regolarizzazione dei debiti.
Per evitare di vedere bloccato il rimborso fiscale, è fondamentale controllare la propria posizione debitoria e sanare eventuali cartelle esattoriali pendenti. È possibile consultare il proprio estratto di ruolo presso l’Agenzia delle Entrate o richiedere piani di rateizzazione per i debiti. Solo così si potrà ottenere il rimborso senza il rischio di compensazioni forzate o blocchi amministrativi.