Gazzetta del Mezzogiorno: Bonisoli scrive al Tribunale di Catania

Alberto Bonisoli

Una lettera indirizzata al presidente del Tribunale di Catania è stata inviata nei giorni scorsi dal ministro per i Beni culturali, Alberto Bonisoli, sulla vicenda giudiziaria che ha colpito la Gazzetta del Mezzogiorno. “Senza entrare nel merito delle statuizioni del Tribunale da Lei presieduto, e nel pieno rispetto dell’autonomia della giurisdizione, – scrive Bonisoli – auspico che i suoi organi delegati possano trovare una positiva composizione della vicenda con il superamento delle criticità registrate, in modo da restituire dignità ai lavoratori all’interno della prestigiosa realtà editoriale della Gazzetta del Mezzogiorno”. Il 70% delle quote societarie del giornale è infatti sottoposto a sequestro dal settembre scorso nell’ambito di una indagine antimafia della Procura di Catania e nei giorni scorsi gli oltre 70 giornalisti del quotidiano pugliese hanno scioperato per quattro giorni sollecitando risposte sui pagamenti degli stipendi arretrati e sul futuro dell’azienda. Lo scorso 2 marzo il ministro Bonisoli è stato a Bari per il Rousseau City Lab e già in quella occasione assicurò “un impegno morale di segnalare un’area di attenzione, un’area di potenziale criticità a chi in questo momento si sta occupando del caso, perché qui stiamo parlando di un’istituzione culturale”. Nella lettera al presidente del Tribunale di Catania, il ministro riferisce: “nella visita barese ho raccolto il disagio e l’amarezza dei giornalisti, dei poligrafici e dei dipendenti della Gazzetta del Mezzogiorno a seguito delle vicende della società Edisud SpA, di cui è stato disposto il sequestro del 70% delle quote”. “La decisione assunta dall’assemblea dei giornalisti della Gazzetta del Mezzogiorno di proclamare uno sciopero per accendere i riflettori sulla vicenda, – scrive ancora Bonisoli – mi ha indotto a cercare di rimettere al centro della questione il ruolo di tutti i lavoratori che hanno dedicato a tale importante realtà editoriale gran parte della propria carriera professionale”.

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