Governo: Boccia,’basta dare colpe a Ue e Macron, serve confronto vero’

Roma, 11 feb. (AdnKronos) – “Noi chiediamo soprattutto soluzioni. Dopo sette mesi di governo non ci sono più alibi, sono loro che devono mettere in campo gli interventi giusti per la crescita. Basta con il dare ora la colpa all’Europa, ora a Macron, ora non sappiamo a chi altro”. Lo dice il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, parlando, in un’intervista al ‘Corriere della Sera’. Sulla partecipazione di Confindustria Romagna alla manifestazione di Cgil, Cisl e Uil, Boccia ricorda che questa “ha aderito con il consenso di tutti noi”. E sulla possibilità che la stessa Confindustria scenda in piazza, “tutto è possibile ma il giorno che dovesse succedere, saremmo alla frutta. Non vogliamo che accada ma non possiamo escluderlo. Confindustria non si può assumere la responsabilità morale di assistere a un governo che non fa nulla mentre la situazione economica peggiora”, evidenzia Boccia.
Con il governo, “diciamo così: abbiamo difficoltà a capirci”, sottolinea il numero uno degli industriali. Per esempio: noi diciamo da tempo che ci vorrebbe una manovra compensativa, perché ci rendiamo conto che, con l’arrivo della recessione, non si può fare una manovra aggiuntiva che aumenti il deficit e il debito. Allora, in uno spirito costruttivo, diciamo al Governo: guarda che solo per parlare delle opere sopra 100 milioni di euro, ci sono 26 miliardi già stanziati con i quali si potrebbero aprire i cantieri e far crescere il pil di un punto in tre anni. Se ci mettiamo anche i lavori sotto i 100 milioni e un uso intelligente dei fondi di coesione europea, potremmo fare molto di più. Facendo questo e sbloccando Tav e trivelle, si avrebbero 450 mila posti di lavoro aggiuntivi. Ma il Governo non ci risponde nel merito mentre si scatenano gli squadristi della rete”.
Quanto poi alla vicenda relativa a Bankitalia e Consob, “questa è la dimostrazione di quello che dicevamo prima: stanno in continua campagna elettorale. L’indipendenza e l’autonomia della Banca d’Italia e Consob sono a garanzia del sistema democratico di pesi e contrappesi”.