Huawei: “Nessun impatto in Italia da disputa Usa-Cina”

Milano, 12 mar. (AdnKronos) – “Al momento non c’è nessun impatto” sulle attività di Huawei in Italia dalla disputa fra Stati Uniti e Cina che ha coinvolto il colosso cinese delle tlc. “Ma vediamo le preoccupazioni dei nostri clienti” sulla sicurezza “e siamo propensi a trovare una soluzione”. Lo ha detto il ceo di Huawei Italia, Thomas Miao, a margine dell’inaugurazione dei nuovi uffici del gruppo a Milano.
“In questo momento sentiamo la preoccupazione dei nostri clienti. La trasformazione digitale ha bisogno di apertura, trasparenza e collaborazione. Abbiamo visto negli ultimi 10-15 anni che l’Italia è un mercato molto aperto e molto buono. Collaborando con i nostri partner, le istituzioni, le università -ha aggiunto- troveremo tutti assieme una soluzione”.
“Il dialogo c’è sempre. Come grande abilitatore delle tecnologie informatiche siamo sempre impegnati con il governo e le istituzioni su una visione sulle strategie e sull’approccio verso il futuro”, ha continuato Miao a chi gli chiedeva dei rapporti con il governo italiano sui temi legati alle telecomunicazioni. “C’è dialogo con tutti gli stakeholder, non con persone specifiche o dipartimenti specifici. Ecosistema significa tutti: ogni stakeholder, ogni dipartimento, ogni livello”, ha spiegato.
Sulla cybersicurezza il Gdpr, il regolamento europeo sui dati, può essere un modello e il gruppo cinese delle tlc Huawei è pronto a seguire ogni regola europea sul tema. Il vicepresidente per l’Europa di Huawei, Abraham Liu, ha spiegato che “ci devono essere degli standard industriali per la cybersicurezza. L’Europa ha già il Gdpr e speriamo che ci sia una regolamentazione simile per la cybersicurezza. In modo che ogni fornitore di tecnologia possa seguire lo stesso standard, questa è la giusta direzione”.
Liu ha spiegato di aver incontrato pochi giorni fa il vice presidente della Commissione europea con delega al Mercato digitale, Andrus Ansip, che “ha chiaramente detto che l’Europa sta lavorando sulla cyber security regulation. Il Gdpr è veramente la strada giusta che noi crediamo possa risolvere il problema e siamo molto propensi a partecipare a questo processo. Siamo pronti a seguire qualsiasi tipo di regole che saranno fissate dai governi e dalla comunità europea”.
L’Europa, ha continuato, “ha già delle iniziative come Enisa per rafforzare le certificazioni sui programmi di sicurezza in Europa e noi siamo disponibili a supportare questi programmi basati sulle regole e siamo molto felici di questa iniziativa”.