Il microcredito strumento d’inclusione sociale e di sviluppo dal basso

Il Microcredito in Sicilia: strumento di sviluppo, occupazione e intervento per le famiglie che versano in situazioni di disagio economico e sociale. Questo il tema al centro del libro “Il Microcredito in Sicilia. Un modello di credito sociale” (Aracne Editrice)” scritto da Giambattista Pepi, giornalista e saggista economico – finanziario, presentato nell’aula magna del Dipartimento di Economia e Impresa dell’Università di Catania. Alla presenza dell’Autore, dopo gli indirizzi di saluto della professoressa Michela Cavallaro, Direttore del Dipartimento di Economia e Impresa dell’Università degli studi di Catania, ne hanno discusso: il Professore Maurizio Caserta, docente di Economia politica al Dipartimento di Economia e impresa dell’Università di Catania; il professore Sebastiano Mazzù, docente di Economia degli intermediari finanziari e Finanza aziendale al Dipartimento di Economia e impresa dell’Università di Catania, la dottoressa Maria Gabriella Macauda, responsabile dell’Area manager di UniCredit Catania e il dott. Salvatore Pappalardo, responsabile delle attività e microcredito della Caritas Diocesana di Catania.
L’autore, nell’introdurre i relatori, ha ricordato la genesi del microcredito, nato alla fine degli anni Settanta in Bangladesh, dall’intuizione di un giovane professore di economia, Muhammad Yunus, Nobel per la pace nel 2006. Specie nel Mezzogiorno, ha sottolineato Pepi, ha favorito l’inclusione finanziaria dei soggetti non bancabili e consentito la realizzazione di progetti imprenditoriali per uno sviluppo economico dal basso. Dello stesso avviso il prof. Caserta che ha ribadito l’importanza del credito come motore dell’economia nell’attuale contesto economico-finanziario e nel quale il microcredito, con un elevato tasso di solvibilità, rappresenta una spinta per far ripartire l’economia reale. Su quest’ultimo aspetto, il prof. Mazzù, di contro, ha proposto un focus sulla debancarizzazione delle piccole e medie imprese che dal 2007 al 2013 hanno ridotto investimenti e solidità finanziaria. Effetti che hanno spinto le imprese ad un progressivo razionamento del credito fino all’uscita dal sistema bancario. In questo scenario il microcredito ha permesso di scoprire il valore sociale del credito, portando sviluppo e nuovi posti di lavoro.
Numeri alla mano, si evince dai dati pubblicati nel libro, in Sicilia, nel triennio 2011–13 sono stati concessi 540 microcrediti per un ammontare complessivo di finanziamenti erogati di 1,7 milioni di euro, per un importo medio di 5mila euro. Tra le banche che hanno condiviso la strada del microcredito in Sicilia anche Unicredit. A riguardo, la dott.ssa Macauda, ha esposto le modalità di fruizione al servizio di microcredito per le famiglie e al fondo Jeremie per le micro-imprese in Sicilia. Quanto ai nuclei familiari, da aprile 2012 sono state portate a termine 670 pratiche per un totale di 3,5 milioni di euro.
Il dott. Pappalardo, infine, ha portato la testimonianza del servizio microcredito della Caritas Diocesana, quale organismo di tutoraggio e di assistenza. Ad oggi sono quattro gli strumenti operativi a disposizione dei cittadini presso la sede di via Acquicella 104 (mart. 9/12 – giov. 17:30/19): il Microcredito Etico-Sociale; (49 pratiche per un totale €161.500,00); il Microcredito regionale (39 pratiche per un totale di € 220.200,00); il Prestito della speranza sociale e impresa (5 famiglie beneficiarie per € 20.000,00 – 6 progetti di impresa – metà dei quali intestati a donne – per € 135.000,00); Microcredito per sovra indebitamento e lotta contro l’usura in collaborazione con fondazione Ss. Mamiliano e Rosalia di Palermo (2 istruttorie per € 15.000,00 e € 75.000,00).
La presentazione si è conclusa con un i saluti e i ringraziamenti di don Piero Galvano, direttore Caritas: “Il Microcredito a Catania ha aiutato tante famiglie bisognose creando anche posti di lavoro. Ma sia la società civile, sia la Chiesa, potrebbero fare di più per condividere il pane con l’affamato. Ognuno di noi può fare molto: la strada da seguire è quella della condivisione”.

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