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Precari Covid: Cgil e Uil, “il protocollo siglato è nullo”

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"la parte sindacale che non ha firmato, è la più consistente"

“Il protocollo sui precari Covid, siglato dall’assessore alla Salute e da qualche sindacato è nullo. Se ragioniamo in termini di rappresentatività infatti la parte sindacale che non ha firmato, tante sigle, è la più consistente. E’ dunque il caso di riaprire la discussione alla ricerca di soluzioni condivise, per i precari Covid e per l’efficienza del sistema sanitario. Le spaccature non giovano a niente e a nessuno”: lo scrivono in una nota congiunta i segretari di Cgil e Uil Sicilia, Alfio Mannino e Luisella Lionti.

I due esponenti sindacali aggiungono: “La sanità siciliana è allo sfascio. Tra chiusure di reparti, di Pronto soccorso e di interi ospedali, tra presidi territoriali dismessi o aperti solo un giorno alla settimana, il diritto alla Salute sembra sempre più lontano dall’essere garantito. Specie se si aggiungono le lunghe liste di attesa per le prestazioni specialistiche, che costringono i cittadini a rivolgersi alle strutture private o addirittura a migrare altrove per le cure. E’ un quadro sconfortante che esige la riflessione, il confronto, la ricerca di soluzioni quanto più condivise a partire dalle questioni che riguardano le carenze di personale, il vero problema a monte di qualunque inefficienza del sistema”.

Mannino e Lionti ricordano che le rispettive federazioni di categoria non hanno firmato il protocollo perchè “sbagliato e inconcludente, con contenuti che hanno scontentato i più dal momento che non prospettavano percorsi concreti e tempi certi. Riprendere la discussione significa trovare davvero le soluzioni nel contesto di un ragionamento complessivo sui vuoti d’organico, sulle prospettive che si apriranno con gli investimenti del Pnrr e con l’obiettivo di far fare al sistema sanitario regionale un salto di qualità”.

Cgil e Uil, dunque, con i due segretari generali, chiedono la “riapertura del tavolo, dandogli una prospettiva più ampia, ritrattando sulla questione dei precari Covid, ma non solo, perché in ballo c’è il funzionamento del sistema sanitario regionale che potrà essere garantito solo se si comincia ad investire sul personale secondo un progetto di ampio respiro”. Mannino e Lionti sottolineano che “polemiche, fratture sul fronte sindacale, arroccamenti non servono a niente e a nessuno e non giovano. Si riaprano le trattative- concludono- con lo sguardo rivolto al futuro”.

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