martedì 4 Ottobre 2022
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Avviato il ‘Maxiprocesso di Caltanissetta’ sul ‘Sistema Montante’

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Montante 'bis' e il processo ordinario riuniti dove vede alla sbarra 30 imputati

E’ stato deciso che il processo Montante ‘bis’ e il processo ordinario dello stesso filone di inchiesta saranno riuniti in un unico processo che vede alla sbarra 30 imputati. Nomi eccellenti, dal candidato alla Presidenza della Regione siciliana del centrodestra Renato Schifani all’ex Governatore siciliano Rosario Crocetta, oltre allo stesso ex potente Presidente degli industriali siciliani Antonello Montante.

La decisione è arrivata dopo una breve camera di consiglio nell’aula bunker del carcere Malaspina di Caltanissetta. E già c’è chi lo chiama il ‘Maxiprocesso di Caltanissetta’ sul ‘Sistema Montante’ che vede sul banco degli imputati politici, imprenditori, forze dell’ordine. Una decisione arrivata nonostante il parere contrario di accusa e difesa dei due processi che temono un prolungamento dei tempi per le sentenze. Ma il Presidente del Tribunale Francesco D’Arrigo ha tirato dritto: “Vista la comunanza di fonti di prove e di lista dei testi, e in considerazione del fatto che si tratta di giudizi tra loro connessi in cui risulta contestato il reato di associazione a delinquere, la riunione non determina ritardo ma ne consente una più rapida esecuzione”, spiega il Presidente.

Che ha fatto anche presente che la decisione scaturisce dalla constatazione che “la trattazione con tempistiche diverse da parte di diversi collegi che sono presieduti dal medesimo presidente determinerebbe incompatibilità, e che la ratio dell’istituto di riunione di processi è usata anche al fine di evitare l’incompatibilità”. Dunque, niente da fare. Stilato anche il calendario delle future udienze. La prossima udienza è fissata per il 26 settembre.

Nel processo bis sono alla sbarra, oltre all’ex paladino dell’antimafia Antonello Montante, ex presidente di Confindustria Sicilia, l’ex presidente della Regione Rosario Crocetta, gli ex assessori Linda Vancheri e Mariella Lo Bello, l’ex commissario Irsap Maria Grazia Brandara, gli imprenditori Giuseppe Catanzaro, Rosario Amarù e Carmelo Turco, Vincenzo Savastano vice questore aggiunto all’epoca dei fatti della Polizia presso l’ufficio di frontiera di Fiumicino, Gaetano Scillia capocentro Dia di Caltanissetta dal 2010 al 2014, Arturo De Felice, direttore della Dia dal 2012 al 2014, Giuseppe D’Agata, colonnello dei carabinieri, e Diego Di Simone Perricone, ex capo della security di Confindustria.

Mentre nell’ordinario, sono imputati l’ex Presidente del Senato Renato Schifani, oggi accusato di concorso esterno in associazione a delinquere semplice e rivelazione di notizie riservate. Sotto processo anche l’ex direttore dell’Aisi Arturo Esposito, il caporeparto dell’Aisi Andrea Cavacece, il ”re dei supermercati” Massimo Romano, il tributarista Massimo Cuva, il colonnello dei carabinieri Giuseppe D’Agata, il sindacalista Maurizio Bernava, gli imprenditori del settore sicurezza Andrea e Salvatore Calì, Rosetta Cangialosi, Carmela Giardina e Vincenzo Mistretta (tre dipendenti di Montante), il poliziotto Salvatore Graceffa; il dirigente di Confindustria Carlo La Rotonda; il maggiore della Guardia di Finanza Ettore Orfanello; il luogotenente Mario Sanfilippo e il colonnello dei carabinieri Letterio Romeo. La prossima udienza sarà il 26 settembre.

L’ex paladino dell’antimafia Antonello Montante, secondo gli inquirenti, avrebbe messo in piedi un vero e proprio ‘sistema’ di potere, ideato e attuato “grazie a una ramificata rete di relazioni e complicità intessuta con vari personaggi inseriti ai vertici dei vari settori delle istituzioni”. Inoltre sarebbe stato al centro di una attività di dossieraggio realizzata, anche grazie a complicità eccellenti, attraverso l’accesso alla banca dati delle forze dell’ordine e finalizzata a ricattare “nemici”, condizionare attività politiche e amministrative e acquisire informazioni su indagini a suo carico.

Ma oggi non sono mancati anche i colpi di scena. Come l’intervento del pm Maurizio Bonaccorso, che rappresenta l’accusa nel processo ordinario. Il magistrato ha parlato di “spie” e il coinvolgimento dei Servizi segreti e dello Sco che avrebbero, appunto, “spiato” la Procura nel corso delle indagini, nella prima tranche dell’inchiesta, risalente a diversi anni fa. Ma cosa ha detto Bonaccorso? Replicando a un legale che lamentava un processo “spezzatino” perché divisi in diverse tranches, il pm ha spiegato: “Nell’ambito della prima tranche” dell’inchiesta sul ‘Sistema Montante’, “sono emersi elementi di una vicenda, altrettanto complessa, che è quella politica”.

“E, siccome la Procura di Caltanissetta operava controcorrente, perché mentre indagava era spiata, accerchiata da apparati istituzionali, come lo Sco e l’Aisi, e qualche senatore della Repubblica, si è deciso di mettere quantomeno un punto su quello che poteva già essere definito”. Un’accusa ben precisa. Bonaccorso ha anche ribadito il perché al suo no alla riunificazione dei due processi: “C’è la netta opposizione a riunire i due procedimenti che sono certamente connessi, è evidente”. Alla prossima udienza dovrebbe essere ascoltato l’imputato chiave, Antonello Montante.

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