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Sallemi (FDI) coordinatore del comitato su “infiltrazioni mafiose nelle istituzioni territoriali e negli enti locali”

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A comporre il comitato sono gli onorevoli Andrea Orlando e Debora Serracchiani (PD), Anastasio Carrà e Gianpiero Zinzi (Lega), Michele Gubitosa e Federico Cafiero De Raho (M5S), Daniela Ternullo (Forza Italia), Giuseppe Castiglione (Azione- IV – RE), Pino Bicchielli (Noi Moderati), Elisabetta Piccolotti (AVS), Francesco Gallo e Aurora Floridia (Misto).

E’ il senatore Salvo Sallemi, di Fratelli d’Italia, il coordinatore del terzo comitato della Commissione Nazionale Antimafia che approfondirà il tema delle infiltrazioni mafiose nelle istituzioni territoriali e negli enti locali. A comporre il comitato sono gli onorevoli Andrea Orlando e Debora Serracchiani (PD), Anastasio Carrà e Gianpiero Zinzi (Lega), Michele Gubitosa e Federico Cafiero De Raho (M5S), Daniela Ternullo (Forza Italia), Giuseppe Castiglione (Azione- IV – RE), Pino Bicchielli (Noi Moderati), Elisabetta Piccolotti (AVS), Francesco Gallo e Aurora Floridia (Misto).

Sallemi, esprimendo grande soddisfazione per il prestigioso ruolo di coordinamento e ringraziando il presidente della Commissione Chiara Colosimo per il lavoro sino ad oggi svolto, traccia le linee guida del suo mandato: “Per me è un grande onore coordinare un comitato che dovrà accendere i riflettori sui territori e sugli enti locali. Ho fatto politica dal basso, rivestendo il ruolo di consigliere comunale per due mandati e anche quello di candidato a sindaco: per questo motivo ritengo essenziale una lente di ingrandimento sullo stato dell’arte e sui pericoli di infiltrazione mafiosa negli enti locali. Occorre comprendere le modalità delle infiltrazioni criminali locali ma soprattutto esaminare la valenza della legislazione che deve contrastare e prevenire”.

“Lo faremo con una serie di audizioni di amministratori locali, magistrati, associazioni, avvocati e cronisti con lo scopo di appurare punti di forza e di debolezza della nostra legislazione. Un tema importante è quello dello scioglimento dei consigli comunali e quindi dei Comuni: un numero cospicuo e in molti casi lo stesso ente incappa più volte in uno scioglimento. Vi sono anche diversi casi in cui  gli amministratori prima coinvolti in indagini giudiziarie poi vengono prosciolti da tutte le accuse evidenziando così casi controversi da approfondire necessariamente per contemperare il necessario bisogno di legalità alla tutela dei diritti della persona”.

“Il fine del Comitato è quello di dare un contributo per stroncare le infiltrazioni mafiose nelle istituzioni territoriali e per proporre adeguate contromisure al fine di estirpare ed eliminare i tentacoli della piovra all’interno degli enti locali. Al contempo occorre tutelare gli amministratori e i funzionari che hanno agito con correttezza e occorre fare luce su diversi casi di scioglimento”, conclude il senatore.

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