Home Cronaca Iniziato il trasferimento dei migranti ospitati al Cara di Mineo

Iniziato il trasferimento dei migranti ospitati al Cara di Mineo

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Inizierà oggi, venerdì 7 febbraio, il trasferimento dei migranti ospitati all’interno del Cara di Mineo. I primi a lasciare la struttura in provincia di Catania sarà un gruppo di 50 persone, al quale ne seguirà un altro di altre 100 entro fine mese. L’avvio del trasferimento è la conseguenza di quanto deciso dal ministro dell’Interno Matteo Salvini, ovvero di smantellare il centro d’accoglienza entro dicembre di quest’anno. Dai trasferimenti saranno esclusi in questa prima fase i nuclei familiari con minori e le persone “vulnerabili” o titolari di protezione umanitaria.

Attualmente nel Cara di Mineo sono ospitati 1.186 richiedenti asilo, 15 titolari di protezione internazionale, 94 titolari di permesso umanitario e 8 richiedenti asilo per i quali è stata attivata la procedura Dublino. Il trasferimento, secondo le indicazioni del Viminale, sarà programmato di mese in mese e prevede l’inserimento nel Siproimi (l’ex sistema Sprar) dei 15 titolari di protezione internazionale e il trasferimento degli altri in tutte le province siciliane. A febbraio le partenze sono previste il 7, il 17 e il 27.

Intanto il vicepremier Matteo Salvini, intervenendo a “Radio anch’io” su Radio1 Rai, in merito al caso Diciotti, mentre proprio oggi arriva sul tavolo della Giunta per le immunita’ del Senato la sua memoria, depositata ieri, contro la richiesta di autorizzazione a procedere del Tribunale dei ministri di Catania, ha detto: “Passo le mie giornate occupandomi di fatti. Il blocco degli sbarchi e’ uno dei miei obiettivi. Ho agito in maniera logica, coerente e trasparente con il governo. Abbiamo rallentato gli sbarchi in attesa che l’Europa si svegliasse. Sono tranquillo”. In un altro passaggio dell’intervista, poi, il ministro ha sottolineato: “Lascio che tutti leggano le carte, non chiedo favori e lascio che ognuno voti con coscienza. Il Senato dira’ se quello e’ stato un atto nell’interesse della sicurezza italiana per smuovere la comunita’ internazionale e per difendere, come prevede Costituzione”.

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