Home Cronaca La Dia sequestra beni per un valore di 300 mila euro

La Dia sequestra beni per un valore di 300 mila euro

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Gli investigatori della DIA di Catania, su delega della Procura della Repubblica diretta dal dott. Carmelo Zuccaro, hanno eseguito un decreto di sequestro, emesso dal Tribunale di Catania – Sezione Misure di Prevenzione, riconducibili a Mario Carmelo Cambria, di 32 anni, ritenuto esponente di spicco della criminalità etnea, in particolare della cosca Cappello-Bonaccorsi e figlio di Andrea, ritenuto organico al clan Cappello. Mario Carmelo Cambria, è stato più volte arrestato per spaccio di sostanza stupefacente. Il valore dei beni sottoposti a sequestro è stimato in complessivi 300 mila Euro. Il provvedimento, finalizzato alla successiva confisca dei beni, riguarda i beni mobili e immobili e somme di denaro.

Mario Carmelo Cambria, secondo la ricostruzione, vanta una serie di precedenti di polizia per reati in materia di sostanze stupefacenti, con l’aggravante del metodo mafioso, e furto.

Più volte tratto in arresto per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente, nell’ambito dell’Operazione di Polizia “Family”, condotta dalla Polizia di Stato, dove è stato raggiunto da ordinanza applicativa di misura cautelare, insieme al padre Andrea e altri sette soggetti, tutti ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata al traffico e spaccio di sostanze stupefacenti nonché di traffico illecito di sostanze stupefacenti, con l’aggravante di cui all’art. 7 Legge 203/91, per aver agevolato il clan mafioso etneo Cappello – Bonaccorsi, e di essere l’associazione armata. Dalle indagini condotte, secondo la ricostruzione, Andrea Cambria sarebbe ritenuto come promotore dell’associazione criminale che trafficava in stupefacenti, dei quali si approvvigionava in Campania e Calabria.

I minuziosi e complessi accertamenti patrimoniali svolti dalla D.I.A. nei confronti di Mario Carmelo Cambria, estesi anche al suo nucleo familiare, avrebbero consentito non solo di pervenire ad una puntuale ricostruzione del suo profilo criminale, ma anche di accertare la rilevante sproporzione tra i redditi dichiarati, in base all’attività svolta dallo stesso, e gli arricchimenti patrimoniali dell’uomo.