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La mafia pianificava di uccidere il giornalista Paolo Borrometi

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La mafia pianificava di uccidere il giornalista Paolo Borrometi, direttore del sito la spia.it. E’ quanto emerge dall’inchiesta che ha portato all’arresto di quattro persone per un attentato dinamitardo all’auto di un curatore fallimentare, l’avvocato Adriana Quattropani. Nell’ordinanza del gip del Tribunale di Catania si fa riferimento ad una intercettazione che riporta un inquietante dialogo tra il boss della provincia di Siracusa, Salvatore Giuliano, ed un altro esponente di spicco, Giuseppe Vizzini, tra i destinatari del provvedimento. Una perentoria richiesta di “eliminare lo scomodo giornalista”.

L’Unione nazionale cronisti italiani esprime solidarieta’ e vicinanza a Borrometi ed invita le forze dell’ordine a rafforzare ulteriormente la tutela al collega che ormai da diversi anni e’ costretto a vivere sotto scorta. A progettare l’omicidio sarebbe stato un clan catanese che avrebbe ricevuto una richiesta di un boss del Siracusano “per eliminare – scrive il gip Giuliana Sammartino – lo scomodo giornalista”.

“Invitiamo tutte le Istituzioni – afferma il presidente dell’Unci, Alessandro Galimberti – a non lasciare soli i giornalisti che, come Borrometi, rischiano quotidianamente la vita solo per svolgere il dovere di informare. Questo ulteriore episodio, a pochi giorni dalle minacce via posta ricevute da Federica Angeli, destinataria di una gravissima intimidazione, deve far riflettere tutti, politici, amministratori e la stessa magistratura sulla irresponsabilita’ di contribuire a un clima di sospetto e intolleranza verso chi occupa un ruolo di frontiera, come i cronisti”.