La supersonica trasferta sudista del premier Matteo Renzi

Tuttosommato non è stata poi tanto scomoda la trasferta di ieri nel profondo Sud del premier Matteo Renzi: da Reggio Calabria a Catania, dal viadotto Himera a Palermo in elicottero, risparmiandosi la fatica in auto della famosa autostrada SA/RC, l’attraversamento su traghetto dello Stretto di Messina, e le variegate difficoltà dell’autostrada CT/PA. D’altra parte non poteva fare altrimenti: per un viaggio così “breve” il premier non poteva certo utilizzare l’Airbus 340-500 (l’Air One “italiano) acquistato in leasing che solo per il 2016 costerà quindici milioni di euro. Meno appariscente l’elicottero e di più facile uso.

Ma cosa è venuto a fare nel profondo Sud Matteo Renzi: forse vuol mettersi in concorrenza con l’altro Matteo (Salvini) che in questi territori sta diventando di casa? No, di certo. Il premier è venuto a sottoscrivere una serie (in serie…) di Patti: “Patto per la Città metropolitana di Reggio Calabria”, “Patto per la Città metropolitana di Catania”, “Patto per la Città metropolitana di Palermo”. Vi sembra poco? Beh, se Renzi (sempre in elicottero) avesse proseguito giù ancora a sud, poteva andare a sottoscrivere personalmente un “Patto per la Città metropolitana di Tripoli” e risolvere definitivamente la “questione Libia”: bastava un’ora di elicottero, un passaggio in più nella trasferta… Peccato, un’occasione mancata.

A Reggio Calabria Matteo Renzi ha detto cose importanti: (…) Tutti insieme per i prossimi due anni mettiamo da parte le polemiche e lasciamole ai professionisti del no. Dico solo basta a chi racconta il Sud come un luogo dove va tutto male. A questi io dico di provare a dire per una volta sì (…). Ci chiediamo noi: ma chi dice che al Sud va tutto male? Chi afferma ciò è un bugiardo!

A Catania altre parole fondamentali ha pronunciato il premier: (…) Non sto chiedendo il voto, dico che dobbiamo dare tutto e tutti il massimo e fare del nostro meglio per portare il Paese ad essere guida in Europa. Il nostro Paese ha le condizioni per togliersi di dosso questo atteggiamento di rassegnazione (…). Ci chiediamo noi: cosa deve dare ancora la Sicilia che non ha già dato?

Al viadotto Himera ecco la testimonianza istituzionale: (…) Esatto non è una inaugurazione. La nostra priorità numero uno è quella di riaprire le strade che erano chiuse e fare manutenzione per evitare che crollino (…). Diciamo noi: probabilmente (?) il premier Matteo Renzi non conosce tanto bene la situazione autostradale della Sicilia…

A Palermo Renzi pronuncia una frase che andrebbe scolpita nel titanio per non dimenticarla: (…) L’Italia ha bisogno di Palermo e della Sicilia, perché il paese non riparte se non si rilancia il Mezzogiorno (…).

Tutta qui la “mission” del premier nel profondo Sud? Cosa vi aspettavate, se non parole “costruttive”? Qualcuno forse poteva presuppore che Matteo Renzi discutesse con il sindaco di Catania Enzo Bianco dei droni armati che stazionano a Sigonella a qualche chilometro di distanza dal Palazzo di Città, in attesa o forse già in azione bellica? Oppure ritenevate che Enzo Bianco potesse sollevare il “caso Muos” con il premier che è tanto vicinovicino agli Stati Uniti d’America? Ma quando mai… Indubbiamente ci sono prioritariamente i “Patti” da sottoscrivere. Quali? Ma quelli per le “Cittàmetropolitane”!

Ma a quali “Patti” pensavate?

Emblematica la foto del premier Matteo Renzi sul palcoscenico del Teatro Massimo Bellini di Catania: da direttore d’orchestra, ma senza orchestrali.

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