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Mercato del lavoro e occupazioni atipiche, Catania in linea con il resto della Sicilia

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“In Sicilia gli occupati nella fascia di età tra 20 e i 64 anni sono solo il 42%, la disoccupazione giovanile si è stabilizzata oltre il 50% (quella femminile oltre il 58%), il ricorso ai voucher nell’Isola è cresciuto del 97,4% per l’anno 2015, e la provincia di Catania rispecchia proprio questo andamento”.

È stato il coordinatore regionale di Nidil Cgil Sicilia, Giuseppe Oliva, a fornire i dati di un mercato del lavoro che rivela una situazione drammatica, nel corso del seminario organizzato dall’ Università  degli studi di Catania nei locali della Facoltà di Scienze della formazione sul tema ” Nuove identità e incertezza lavorativa: il sindacato e i diritti universali del lavoro”. Durante l’incontro è stata presentata la ricerca svolta presso i servizi Caf e Inca.

L’iniziativa è stata aperta dai saluti istituzionali del direttore del Dipartimento di Scienze della Formazione, Santo Di Nuovo. Ha presieduto il professore associato di Psicologia del lavoro Giuseppe Santisi. Tra gli interventi programmati, quello del coordinatore  Oliva. Tra gli ospiti relatori presenti la docente Tiziana Ramaci dell’Universitá Kore Enna (“Una ricerca sulla percezione di sicurezza dei lavoratori ed il ruolo del sindacato”)’ il segretario generale della Fp Cgil di Catania, Gaetano Agliozzo, il coordinatore psicologi atipici Nidil Cgil, Cinzia Caruso, la psicologa dell’associazione Tiresia, Alda Di Mauro (“Il diritto alla salute nelle ipotesi di nuova legislazione”), il docente di Sociologia dei processi economici Maurizio Avola (“Comprare il lavoro dal tabaccaio”), e Claudio Treves, segretario generale Nidil Cgil.

“Basti pensare che in Italia nel corso del 2015 – continua Oliva- sono stati venduti 115 milioni di voucher con valore nominale di 10€. Le partire iva sono aumentate solo nei primi mesi del 2016 del 32,2% nella sola provincia di Catania”.  La docente che ha curato la ricerca, Tiziana Ramaci, ha sottolineato anche come la funzione sociale della Cgil di “corpo intermedio” sia ancora molto riconosciuto dagli intervistati per la realizzazione dello studio,  con un grado di riconoscimento e di mediazione decisamente superiore ai partiti politici. Agliozzo ha approfondito i temi della “Carta dei diritti universali del lavoro” promossa dalla Cgil che mira ad equiparare i diritti più importanti a tutti i lavoratori, a prescindere dalla mansione e dalla tipologia di contratto.  Il segretario della Fp Cgil ha anche anticipato la fase di raccolta firme per i quesiti referendari e la proposta di legge di iniziativa popolare della Carta che scatterà il 9 aprile.

Cinzia Caruso  ha raccontato la sua esperienza di coordinatrice provinciale degli psicologi atipici di NIdiL, puntando alla promozione di una legge sullo psicologo di base, e l’inclusione dei diritti dei lavoratori a partita Iva  e Co.co.co. che svolgono l’attività di psicologo. E Alda Di Mauro, dell’associazione Tiresia, puntando a coniugare il diritto alla salute del cittadino e del lavoratore, ha sottolineato che molte delle più comuni malattie appaiono di derivazione psicologica; è per questo che le cure psicologiche dovrebbero intervenire affinché il disagio psicologico non si trasformi in psicopatologia conclamata.

Maurizio Avola ha offerto un’analisi approfondita in chiave sociologica del mercato del lavoro soffermandosi  sul tema del lavoro accessorio, e di come l’utilizzo selvaggio e indiscriminato abbia ormai creato una sottocategoria di lavoratori: i “voucheristi”, di solito under 35 e per lo più di sesso femminile. Le conclusioni sono state affidate a Francesco D’Alessandro, del NIdiL nazionale,  che indica i progetti della CGIL  come strumenti concreti per uscire da un mercato del lavoro oramai troppo fluido.

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