Occupazione suolo pubblico: la FIPE Confcommercio propone soluzioni

“Ordinanza condivisa nelle motivazioni e nelle finalità ma con revisione tecnica”. Così la FIPE Confcommercio Catania chiarisce la propria posizione in ordine all’ordinanza sindacale n°30/2016 che interviene stabilendo pene accessorie in caso di occupazione di suolo pubblico abusivo rispetto a quelle previste dalle norme ordinarie. Una posizione che è stata formalmente proposta al Sindaco ed all’assessore alle attività produttive nel corso di un recente incontro.

“L’ordinanza sindacale 30/2016 – spiega il presidente FIPE Dario Pistorio – nasce dalla giusta e condivisa esigenza di porre un argine a comportamenti irrispettosi delle norme e del buon vivere. Il contrasto all’abusivismo deve essere una priorità ed è necessario modificare la strategia sin qui attuata per una tutela più efficace del territorio, del nostro patrimonio e soprattutto delle stesse attività commerciali che operano nel rispetto delle regole subendo concorrenza sleale da quanti, invece, fanno i furbetti. Vorremmo che sia chiaro che, in termini generali, l’occupazione del suolo pubblico da parte delle nostre attività va incontro all’esigenza di dare un servizio essenziale a cittadini e turisti, risolvendo anche questioni inerenti le condizioni urbanistiche dei centri storici e delle relative botteghe. Le nostre attività sono un elemento straordinario dell’offerta turistica e l’utilizzo del suolo pubblico determina un impatto occupazionale di notevoli dimensioni. Ciò deve avvenire, però, nel rispetto delle regole. Così come ci auguriamo che ci possa essere un’accelerazione nella definizione del piano – regolamento dehors. Anche l’amministrazione ha colto questa esigenza e riteniamo che a breve si potranno superare le difficoltà emerse”.

La proposta di FIPE Confcommercio mira proprio a allineare l’ordinanza sindacale al principio di equità, proporzionalità e gradualità delle pene accessorie previste, partendo proprio da una diversificazione di trattamento tra coloro che non hanno alcuna concessione di suolo pubblico e coloro che invece sforano rispetto alla superficie autorizzata.

“Premesso che l’ordinanza sindacale n°30/2016 – afferma Francesco Sorbello vice direttore provinciale di Confcommercio – non ha rilievi di illegittimità e che ne condividiamo le motivazioni, riteniamo che le pene accessorie previste possano essere articolate in modo da rispondere ai principi di equità, proporzionalità e gradualità. La proposta che abbiamo avanzato, infatti, distingue le posizioni di occupazione totalmente abusiva dall’occupazione parzialmente abusiva. Inoltre proponiamo una articolazione anche nell’ambito delle occupazioni parzialmente abusive: sforare di pochi metri non può essere punito allo stesso modo di quanti, ad esempio, raddoppiano l’occupazione di suolo pubblico. Piccoli accorgimenti per rendere equa una misura che intende salvaguardare il territorio e combattere atteggiamenti prevaricatori di quanti effettuano somministrazione su area pubblica senza averne i titoli”.

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