Home Cronaca Operazione “Chaos”, scattano altri cinque provvedimenti

Operazione “Chaos”, scattano altri cinque provvedimenti

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I militari del raggruppamento speciale dei carabinieri di Catania, guidati dal Maggiore Antonio Parillo, hanno eseguito altri cinque provvedimenti nell’ambito dell’inchiesta “Chaos”, un indagine che ha fotografato con intercettazioni e pedinamenti, le fibrillazione tra i clan presenti a Catania, ma anche nella sua provincia.

Tra i destinatari, il 51enne Antonio Tomaselli, ritenuto dagli investigatori come reggente della famiglia Santapaola-Ercolano gia’ detenuto; Rocco Biancoviso, 50 anni, di Scordia; Giuseppe Conti Pasquarello, 56 anni, di Misterbianco; Angelo Di Benedetto, 31 anni, figlio di Santo. Alessandro Caruso, 30 anni, di Scordia.

Nel provvedimento, anche il sequestro di una societa’, si tratta della “Conti Calcestruzzi srls”, con sede a Misterbianco. Un quadro indiziario, che sarebbe stato ulteriormente corroborato dalle dichiarazioni delle parti offese e da quelle di collaboratori di giustizia.  Secondo l’accusa, Rocco Biancoviso, ritenuto dagli investigatori “affiliato” a cosa nostra catanese della famiglia Santapaola-Ercolano, in sinergici rapporti con Tomaselli, avrebbero indirizzato verso quest’ultimo, secondo l’accusa, “titolare occulto della Conti Calcestruzzi S.r.l.s.”, alcuni imprenditori impegnati nei lavori di posa in opera della fibra ottica a Catania, così “consentendo a Tomaselli di divenire fornitore esclusivo del cemento occorrente per l’esecuzione dell’opera”. Che secondo la ricostruzione, “di qualità scadente e fornito all’impresa a condizioni deteriori rispetto a quelle praticate sul libero mercato”.

Pasquarello Conti, titolare di fatto della società, avrebbe consentito a Tomaselli com ricostruito, “di esercitare il controllo pieno ed esclusivo sulla stessa, della quale risultava essere socio occulto e unico dominus”. Per Angelo Di Benedetto e Alessandro Caruso, in conseguenza del rinvenimento di mezzi d’opera oggetto di furto in pregiudizio degli imprenditori e dopo gli arresti eseguiti nell’ambito dell’operazione Chaos, secondo la ricostruzione, avrebbero tentato di farsi consegnare 5mila euro quale compenso per la restituzione, così favorendo il clan dei Mazzeri, meglio conosciuti come i carcagnusi, cui Santo, padre di Angelo, secondo l’accusa, appartiene.