Palermo: falsi incidenti stradali, ‘inquisiti hanno registrato interrogatorio’

Palermo, 15 mag. (AdnKronos) - "L'episodio che meglio rappresenta l'estrema spregiudicatezza e pericolosità del gruppo criminale sgominato dai Carabinieri, è rappresentato dall'intercettazione abusiva condotta dagli stessi ai danni degli inquirenti. L'organizzazione, allarmata del fatto che due soggetti erano stati convocati in caserma per essere sentiti in merito ad un falso sinistro stradale che li aveva visti coinvolti, installava nel giubbotto di uno di questi un apparato elettronico per eseguire intercettazioni ambientali, riuscendo in parte nel loro intento di intercettare la prima parte dell'esame a cui il teste era sottoposto da parte degli investigatori". E' quanto emerge dall'inchiesta che oggi ha portato all'emissione di 41 misure cautelari. I militari che stavano procedendo all'esame del teste, notando un atteggiamento sospetto di quest'ultimo, si sono accorti che questi celava in una tasca del giubbotto un apparecchio per intercettazioni ambientali che stava trasmettendo in tempo reale su un cellulare in uso ad Alessio Cappello ciò che stava accadendo in tempo reale all'interno degli uffici della caserma dei Carabinieri di Borgo Nuovo. Per questi motivi a Cappello e Letterio Maranzano è stato contestato anche il reato di intercettazione abusiva, con l'aggravante di aver commesso il fatto in danno di pubblici ufficiali nell'esercizio delle loro funzioni.