mercoledì 21 Febbraio 2024
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Caterina Chinnici conferma il passaggio a Forza Italia

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Anthony Barbagallo: "sono basito, incredulo e perfino disgustato"

Caterina Chinnici (figlia di Rocco, che diede vita al pool Antimafia e fu ucciso da Cosa nostra nell’83) ha lasciato dopo quasi due legislature il gruppo dei Socialisti e democratici europei. “Io ero una indipendente, lo sono e lo sarò sempre e così ho deciso di aderire al Ppe, nella delegazione di Forza Italia” spiega in un’intervista al Corriere della Sera l’eurodeputata, che è stata candidata nelle liste del Pd per due volte. L’eurodeputata conosce Elly Schlein “da tanto, ne apprezzo l’autenticità dell’impegno. Ma su alcuni temi abbiamo visioni diverse, e inoltre il gruppo dei Socialisti e democratici nel tempo si è spostato sempre più a sinistra. Troppo, per me”.

“Apprendere a mezzo stampa di una scelta così complessa e delicata senza prima interloquire direttamente, non dico riservatamente, innanzitutto con il partito che le ha consentito di fare due legislature europee e che l’ha scelta come candidata alla presidenza della Regione Siciliana, è innanzitutto una caduta di stile che non mi aspettavo da una persona come Caterina Chinnici, che dell’etica e della correttezza ha sempre fatto un biglietto da visita irrinunciabile”. Così il segretario regionale del Pd Sicilia, Anthony Barbagallo, commentando l’intervista di Caterina Chinnici al ‘Corriere della Sera’ con la quale conferma il passaggio a Forza Italia.

“In Chinnici la base del partito in Sicilia ha creduto e lo ha dimostrato facendole vincere le primarie – ricorda Barbagallo -. E comprendo la delusione di chi, tra noi dirigenti, militanti e sostenitori, oggi si sente tradito da una scelta simile per approdare poi, non in partito di centro moderato qualunque, ma proprio in quello di Berlusconi, Dell’Utri e D’Alì, il primo indagato a Firenze, gli altri due condannati per reati gravissimi di mafia. Proprio lei, figlia di Rocco, il fondatore del pool antimafia ucciso con una autobomba da Cosa nostra nel partito di chi andava a braccetto con i Graviano – ancora il segretario dem -. Proprio lei, che dal Pd aveva preteso e ottenuto l’esclusione dalle liste non solo di imputati ma anche degli indagati. Fino a ieri erano soltanto rumors e lo ritenevo stupefacente, solo fantapolitica. Ma oggi, dopo aver letto le sue parole virgolettate, sono basito, incredulo e perfino disgustato”.

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