Pupi di pezza: gli arrestati non rispondono al Gip

Tribunale di Catania

Si sono avvalsi tutti della facoltà di non rispondere davanti al Gip Santino Mirabella le nove persone, tra professionisti e imprenditori, poste agli arresti domiciliari ieri dalla guardia di finanza di Catania nell’ambito dell’operazione ‘Pupi di pezza’ su una presunta associazione per delinquere finalizzata a bancarotte ed evasione fiscale. Tra loro c’è anche Antonio Pogliese, 75 anni, titolare di uno dei più importanti studi di economia e finanza e specialista del settore della grande distribuzione, padre del sindaco di Catania, Salvo.

Gli interrogatori si sono tenuti nell’aula Gip del Palazzo di giustizia alla presenza dei sostituti procuratori Fabrizio Aliotta e Fabio Regolo. “Non è stata una scelta strategica processuale – spiega il suo legale, l’avvocato Giampiero Torrisi – ma senza alternative, dovuta all’imponente documentazione da leggere: l’ordinanza del Gip è 370 pagine, la richiesta della Procura oltre 500 e l’informativa della guardia di finanza 1.200. Non potevamo difenderci senza avere letto tutti gli atti. E’ una valutazione che abbiamo fatto tutti i legali impegnati nel caso: ci aspetta un fine settimana di lunghe letture. La prossima settimana – ipotizza il penalista – ci faremo interrogare dai magistrati della Procura”

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