Raccolta differenziata in Sicilia, Catania al 19%

Sono le città metropolitana il vero tallone d’Achille della Sicilia in termini di raccolta differenziata. Secondo i dati forniti dalla Regione, in questi primo scorcio del 2019 Palermo si attesta al 19%, a Messina la media è del 21,5%, mentre Catania si ferma all’11,5%. Il governo Musumeci sta lavorando per aiutare queste aree “che incidono pesantemente sulla media regionale”. L’assessore regionale all’Energia Alberto Pierobon ha ricevuto notizie positive dal ministero dell’Ambiente sullo sblocco di 16 milioni di euro per potenziare la raccolta differenziata e ha ricevuto rassicurazioni sulla possibilità che queste somme siano disponibili già a settembre. Si tratta di un vecchio accordo che risale al 2011 che aveva messo a disposizione queste risorse, di cui però ne è stata spesa solo una minima parte.

“Questa volta – spiega Pierobon – ho chiesto che le somme vengano erogate non a pioggia o per campagne di comunicazione, ma per attività più operative. In sostanza, l’obiettivo è quello di favorire i Comuni con maggiori difficoltà consentendo l’acquisto di isole ecologiche, compattatori e attrezzature utili al servizio”. Intanto si è tenuto il tavolo tecnico con il ministero dell’Ambiente chiesto nei mesi scorsi dal presidente Nello Musumeci per discutere delle difficoltà e dei possibili rimedi per aumentare le percentuali di differenziata soprattutto nelle grandi città dell’Isola. Oggi le strutture esistenti riescono a fronteggiare ampiamente il fabbisogno di circa 400 mila tonnellate l’anno di organico da trattare, ma restano alcune criticità su cui il governo lavora senza sosta. Sono presenti 14 impianti di trattamento della frazione umida, 8 privati e 6 pubblici. A seguito di irregolarità accertate a vario titolo da Noe, Arpa, Asp e Province, o di provvedimento giudiziario, due impianti – Sicilfert e Giglione – sono fermi da mesi e altri lavorano a ritmo ridotto o si sono fermati per manutenzione (Raco e Ofelia).

Raco ha riaperto il 10 agosto e progressivamente tornerà a regime nel giro di una settimana, mentre quella di Sicilfert è una ituazione in divenire, in attesa dell’Aia e oggi limitata da alcune prescrizioni dell’Arpa. Il governo Musumeci ha dato input di finanziare e avviare a realizzazione, in via sostitutiva delle Srr inadempienti, quattro nuovi impianti di trattamento dell’umido in avanzata fase di progettazione – Casteltermini, Ravanusa e Calatafimi-Segesta – mentre per Vittoria i lavori saranno completati entro fine mese. In corso anche il tentativo di recuperare somme per riavviare il Polo di Castelvetrano (chiuso a causa del fallimento dell’Ato e prossimo a essere rilevato dai Comuni trapanesi) e per potenziare gli impianti di Sciacca e Castelbuono. In giunta sono stati deliberati negli ultimi mesi oltre 160 milioni di euro per destinarli alla realizzazione di nuovi impianti pubblici, in particolare nella Sicilia orientale che ne risulta maggiormente sfornita.

 

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