Home Cronaca Rapporto Uil 2016 integrazione, Catania soffre e resta "in cerca" di ripresa

Rapporto Uil 2016 integrazione, Catania soffre e resta "in cerca" di ripresa

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“In Italia, lo scorso anno, le ore di Cassa integrazione ordinaria sono diminuite del 25.2 per cento rispetto al 2015. A Catania, malgrado le limitazioni imposte dalle riforme del lavoro e dai ritardi di mesi nelle autorizzazioni degli ammortizzatori sociali, quelle ore sono cresciute del 3.8 per cento in controtendenza rispetto al Paese. Questi sono numeri, non opinioni, che testimoniano la sofferenza di un territorio ancora “in cerca” di ripresa!”. Lo dichiara il segretario generale della Uil di Catania, Fortunato Parisi, commentando il Rapporto annuale Uil sulla Cassa Integrazione in Italia. Stando allo studio elaborato dal Servizio Politiche del Lavoro guidato dal segretario confederale Guglielmo Loy, nel corso del 2016 sono state autorizzate complessivamente nella provincia etnea 4 milioni 716 mila ore di Cig – ordinaria, straordinaria e in deroga – che hanno consentito di salvaguardare 2 mila 269 posti di lavoro. “La crisi resta, ma la Cassa integrazione rischia di evaporare”, commenta Parisi: “Ecco il motivo per cui da Catania sosteniamo con particolare vigore la battaglia della Uil di Carmelo Barbagallo perché il Governo si confronti sulle proposte dei sindacati e condivida le necessarie modifiche al Jobs Act. Non possiamo fare a meno, come ha opportunamente sottolineato Guglielmo Loy, di strumenti flessibili che evitino il rischio licenziamenti e permettano alle imprese di mantenere la propria forza lavoro, le grandi professionalità che vi operano, anche con sospensioni temporanee”.

         Facendo riferimento alle pagine del Rapporto dedicate al periodo novembre-dicembre 2016, il segretario generale della Uil di Catania afferma ancora: “Sono tanti i dati allarmanti. Tra tutti, però, siamo preoccupati dal boom della Cassa in Sicilia nel settore del commercio. In dicembre le ore autorizzate ammontavano a un milione 378 mila 503, in novembre si fermavano a 385 mila. Per industria, edilizia e artigianato le ore sono invece in flessione. Considerato quanto il commercio pesi nella nostra provincia, riteniamo di trovarci davanti a una inquietante conferma dei guasti prodotti da politiche per nulla lungimiranti che sono state portate avanti per decenni dalle istituzioni in ambito locale, regionale, nazionale. Le denunce sindacali sulla “elefantiasi” della grande distribuzione, sulla penalizzazione degli esercenti tradizionali e sulle continue minacce allo stesso concetto di lavoro dignitoso sono rimaste inascoltate. Oggi, si rischia un’implosione del settore che metterebbe ulteriormente in ginocchio proprio Catania con il suo controverso primato in fatto di centri commerciali artificiali”.

         Altri dati. Nella provincia etnea, tra il 2015 e il 2016, la sola Cassa ordinaria è cresciuta mentre Cig straordinaria e in deroga sono calate del 24.2 e del 14.3 per cento. In totale, meno 18.3 per cento a fronte del 14.8 di media nazionale: “A Catania più che altrove – dichiara Fortunato Parisi – è difficile sostenere che la riduzione complessiva della Cassa integrazione guadagni sia dovuta a un ritorno di bel tempo in campo economico. E’, invece, l’effetto della “Fornero” e del “Jobs Act” in materia di ammortizzatori sociali che hanno prodotto la progressiva scomparsa della deroga e un aumento dei costi per l’utilizzo degli ammortizzatori sociali. A noi sembra, poi, drammaticamente eloquente il fatto che a Catania sia aumentata la Cassa ordinaria”. Il segretario generale conclude: “Tirando le somme, com’è davvero il caso di dire in questo caso, dobbiamo purtroppo ribadire che qui le cose non vanno per nulla bene. Siamo pronti a fare la nostra parte per arginare il declino e ribaltare le cose, lo stiamo facendo. Per questo, continuiamo a chiedere con ostinata insistenza alle istituzioni politiche che accettino di confrontarsi con la Uil e con le altre forze sindacali su spesa sociale e investimenti pubblici, ma soprattutto su proposte e concreti interventi capaci di offrire strumenti di crescita dopo una lunga stagione di incompiute, strumenti urbanistici negati e pasticci spacciati per riforme”.

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