Violenza e stalking, eseguiti tre provvedimenti della polizia

Continuano senza sosta i servizi coordinati dal pool di magistrati diretti dal procuratore aggiunto Marisa Scavo. Reati quelli perseguiti, molto complessi, che mirano a difendere i piu’ deboli, come i minori, ma anche i reati piu’ conosciuti, di stalking, ma anche i maltrattamenti in famiglia.  Tra le ultime operazioni portare a termine da parte della Squadra Mobile di Catania. L’esecuzione della misura coercitiva dell’allontanamento dalla casa familiare e contestuale divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa, nei confronti di un uomo, P.R., 55 anni, pregiudicato, ritenuto responsabile dei reati di maltrattamenti in famiglia e lesioni aggravate in danno della moglie.
L’attività d’indagine condotta dalla Squadra Mobile – Sezione “Reati contro la Persona”, ha preso spunto dal ricovero della persona offesa, presso un ospedale cittadino, in occasione del quale alla donna vennero riscontrate “contusioni alla regione dorsale ed all’emitorace destro”.  La donna, opportunamente sentita da agenti specializzati in materia di reati in danno delle cosiddette “fasce deboli” e di “violenza di genere”, avrebbe riferito di essere stata malmenata dal marito ma di non volerlo denunciare. La vittima aveva altresì di aver querelato in precedenza il consorte,  ma di aver successivamente  rimesso le querele. Aggiungendo, inoltre, di aver fatto ricorso già in altre occasioni alle cure ospedaliere a seguito delle aggressioni del marito.
Dopo un approfondita attività di indagine, si è proceduto a sentire persone informate sui fatti, che confermavano lo stato di terrore in cui la donna viveva ormai da diversi anni, vittima non solo delle aggressioni fisiche dell’uomo, ma altresì di gravi forme di violenza psicologica derivanti da gravi ingiurie, umiliazioni ed offese personali. Si appurava altresì che l’uomo si era reso responsabile, nel corso degli anni, anche di episodi di violenza nei confronti dei figli  che in alcuni casi intervenivano in difesa della madre. A questo punto, nei confronti  di  P.R. è stata emessa la misura dell’allontanamento dalla casa familiare, con il contestuale divieto di avvicinarsi ai luoghi frequentati dalla persona offesa.
Un’altra operazione sempre su delega della Procura della Repubblica di Catania, è stata portata a termine il 21 febbraio scorso. Dove è stata  eseguita la misura cautelare degli arresti domiciliari, nei confronti di un uomo, T.M.I.S., 31 anni pregiudicato, ritenuto responsabile dei reati di atti persecutori e lesioni gravissime nei confronti della ex compagna. L’attività d’indagine ha preso spunto dal ricovero di una persona, avvenuto nel mese di Gennaio, presso un ospedale cittadino, in occasione del quale alla donna vennero riscontrate lesioni personali, a seguito di una colluttazione avuta con l‘ex compagno.
Gli investigatori,della sezione specializzata della Squadra Mobile accertava che T.M.I.S., benchè destinatario di provvedimento di ammonimento per “atti persecutori”, non accettando la fine della relazione con la compagna, aveva continuato nel proprio comportamento nei confronti della donna, con condotte reiterate consistenti in messaggi sms e mail, ed appostamenti presso il luogo di lavoro, cagionandole un perdurante stato d’ansia ed ingenerandole un fondato timore per la propria incolumità.
L’uomo si rendeva altresì responsabile di un’aggressione nei confronti dell’ex compagna, in occasione dei festeggiamenti agatini, in una nota piazza del centro cittadino interessata dalla festa, avrebbe colpito la donna con un pugno al volto. A questo punto, per T.M.I.S. è stata emessa la misura degli arresti domiciliari. Un altro provvedimento, è stato emesso nei confronti di R.V., 47 anni  ha tratto in arresto, in flagranza perchè ritenuto responsabile del reato di atti persecutori.
L’indagine è scattata subito dopo la denuncia presentata da una professionista della provincia catanese, che subiva continui atti persecutori da parte di un cittadino mauriziano. Lo stesso, aveva lavorato come badante per l’anziano padre della vittima, poi deceduto, ed aveva quindi  iniziato, approssimativamente dalla Pasqua del 2014, a tenere comportamenti persecutori, che consistevano nel porre in essere continue telefonate e messaggi scritti e vocali nei confronti della donna, di cui riusciva ad ottenere anche la nuova utenza telefonica nonostante la stessa avesse cambiato sim, nonché nel farsi trovare nei luoghi frequentati dalla donna o presso lo studio dove la stessa esercita la professione,  dove altresì, non esitava a citofonare.
Pertanto, d’intesa con l’Autorità Giudiziaria, il 7 novembre scorso, gli agenti della Squadra Mobile, hanno effettuato un servizio di appostamento nei pressi dello studio professionale della donna. Gli agenti hanno notato il cittadino mauriziano  a poche decine di metri dallo studio professionale, dove lo stesso era intento ad effettuare una telefonata. Una volta bloccato, dalla visione del telefono emergeva che lo stesso era intento a telefonare al numero di cellulare in uso alla vittima, e che poco prima aveva  contattato l’utenza fissa dell’abitazione della donna. Il telefono in questione è stato sottoposto a sequestro, ed il cittadino extracomunitario è stato tratto in arresto.
Inoltre, essendo stato accertato che il cittadino extracomunitario non era in regola con il permesso di soggiorno in Italia, sono state avviate le pratiche per l’espulsione dello stesso dal territorio nazionale.

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