Santapaola-Ercolano, scattano i sequestri della Dia

Gli investigatori della Direzione Investigativa Antimafia di Catania hanno eseguito un decreto di sequestro di beni, emesso dal locale Tribunale – Sezione Misure di Prevenzione, nei confronti dei presunti vertici del clan affiliato alla famiglia mafiosa di “cosa nostra” catanese Santapaola-Ercolano, attivo nell’area di Librino con diramazioni nel nord Italia ed in Europa. Si tratta, secondo l’accusa,di beni immobili e aziende, a vario titolo, riconducibili a fratelli Andrea Luca Nizza, Salvatore e Daniele,  pluripregiudicati. I destinatari del provvedimento di sequestro dei beni, annoverano varie condanne in primo e secondo grado per il reato di associazione per delinquere di stampo mafioso, finalizzata alle estorsioni, al traffico di sostanze stupefacenti, agli omicidi e alla detenzione illegale di armi da guerra.

Secondo la ricostruzione, è stato ampiamente dimostrato dalle numerose operazioni di polizia eseguite erano le cointeressenze di uomini e di mezzi tra il gruppo “Nizza” e la “famiglia Santapaola – Ercolano”. Il gruppo dei Nizza, dopo una collocazione inizialmente autonoma, è stato saldamente inserito nella più ampia famiglia di “Cosa Nostra” catanese, operando anche nell’interesse e per raggiungere i fini propri della organizzazione mafiosa. Il gruppo dei fratelli Nizza, capeggiato da Daniele, aveva, secondo la ricostruzione, il monopolio delle piazze di spaccio di sostanze stupefacenti site a Catania nel quartiere Zia Lisa e nel quartiere San Cristoforo, nonché in altre aree della cittadina etnea, così come risulta dalle Operazioni di polizia: Carthago – Fiori Bianchi – Spartivento.

 

Secondo le indagini patrimoniali eseguite dalla DIA di Catania hanno permesso di ricostruire l’evoluzione del patrimonio, anche illecito, dei Nizza per oltre dieci anni, avrebbero consentito di accertare una notevole sproporzione tra le fonti dichiarate e i beni direttamente o indirettamente posseduti, beni che evidentemente sono stati acquistati con somme dell’associazione mafiosa e del provento della gestione delle piazze di spaccio. Il valore dei beni sequestrati ai fratelli Nizza è stato complessivamente stimato di circa 4milioni di euro