Smantellata piazza di spaccio a Librino

Questa mattina i carabinieri del comando provinciale, coordinati dalla Procura di Catania guidata da Carmelo Zuccaro, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 33 persone accusati di associazione mafiosa, armi e traffico di stupefacenti, ritenute appartenenti al gruppo dei Nizza della famiglia Santapaola, capeggiato da Andrea Nizza, irreperibile dal dicembre 2014 ed inserito nell’elenco dei “latitanti più pericolosi” del Ministero dell’Interno.

Circa 300 Carabinieri hanno setacciato l’intero quartiere di Librino, ritenuto centro di distribuzione di stupefacenti di vario tipo ed in particolare di hascisc, marijuana e cocaina. Le indagini, sono inziate con rinvenimento di un maxi arsenale, composto da oltre 50 armi tra kalashnikov, pistole e fucili, effettuato dai Carabinieri, ma anche sulla scorta delle prime dichiarazioni del collaboratore di giustizia Seminara Davide. Ma anche di Nizza Fabrizio, Cristaldi Salvatore Scollo e altri collaboratori di giustizia storici.

Il gruppo facente capo ai fratelli Nizza, negli ultimi anni, era riuscito a creare un vero e proprio “cartello” della droga con il monopolio delle “piazze di spaccio” nei quartieri di Librino, San Giovanni Galermo e San Cristoforo, e, grazie ai cospicui profitti derivanti da tale attività, aveva acquisito un peso notevole all’interno del clan Santapaola, essendo in grado di reclutare e retribuire centinaia di affiliati e di acquistare ingenti quantitativi di stupefacente da immettere sul mercato catanese garantendosi rilevanti flussi di denaro in contanti, prontamente riutilizzabili per investimenti economici e finanziari. E’ stata accertato come l’attività di traffico e vendita di cocaina e marijuana fosse funzionale al sostentamento degli affiliati già detenuti e al mantenimento degli associati al pari di una vera e propria retribuzione.

Il capo della Procura Carmelo Zuccaro, ha sottolineato, che l’operazione di oggi, è il risultato di una nuova strategia della Procura di Catania. “Di operare con indagini brevi, serrate, fare delle richieste di misure cautelare che siano i piu’ possibili complete e comprensibili, e ottenere dei provvedimenti di accoglimento in tempi piu’ brevi”. Parlando di dati, basti pensare che l’ultima intercettazione dell’ inchiesta, è stata effettuata il 3 ottobre del 2015, l’informativa dei carabinieri è stata depositata il 26 novembre del 2015. Cioe’, questo vuol dire che i carabinieri sono riusciti a chiudere il fascicolo in soli due mesi. Quindi ai magistrati è stata data la possibilità di depositare la richiesta in pochissimo tempo. “Questo un esempio della nuova strategia della Procura di Catania”.

“Le maxi indagini – ha detto il capo della Procura – che consentono alla criminalità organizzata, per mesi, e per anni di continuare ad operare, anche se l’autorità giudiziaria è in possesso di informazioni, non dovranno piu’ aver luogo”. “Con l’operazione di oggi, ha aggiunto – il capo della Procura Carmelo Zuccaro – è stata disarticolata un ennesima piazza di spaccio, importate dei fratelli Nizza”.

Le persone che sono state raggiunte dall’ordinanza di custodia cautelare, sono 33, uno di questi, Andrea Nizza è tutt’ora ricercato. Per uno degli indagati, è stata chiesta l’estradizione perchè si trova in Svizzera. Un dato di rilievo è quello che gli investigatori hanno scoperto, e’ l’esisteza di associazioni collaterali che si rifornivano di droga dai Nizza, e che avevano anche il permesso di operare in alcune zone di Catania, come Viale Teocrito, Viale Librino e Viale Grimaldi. Le famiglie colpite sono quelle degli Arena, Marino e dei Caruana. Inoltre si è proceduto anche a delle ipotesi di riciclaggio, perche’ il denaro dei Nizza a quanto pare veniva reinvestito da parte di alcuni operatori.

Un aspetto questo del riciclaggio – ha detto Zuccaro – costituisce una conferma che tutti sappiamo, noi abbiamo un imprenditoria sana messa alle strette, da un imprenditoria mafiosa che ricicla il provento delle attività illecite, quindi con una concorrenza spietata”.

Altri particolari della brillante operazione sono stati resi noti dal sostituto procuratore Lina Trovato che insieme al collega Giuseppe Sturiale ha coordinato le indagini. Il guadagno giornaliero del clan si aggirava a circa 80mila euro al giorno. Ma bisogna tenere conto che il gruppo Nizza, è riuscito sempre ad approvvigionarsi continuamente dello stupefacente, e riescono ad imporre il loro dominio. Le attività di spaccio svolte nelle singole piazze, veniva organizzata professionalmente con ripartizione di ruoli tra pusher, vedette, responsabili delle piazze e coloro che assicuravano il continuo rifornimento di stupefacente, e con organizzazione di turni di vendita durante tutto l’arco della giornata.

Il gruppo dei Nizza, poteva anche gestire anche la fornitura di droga anche ad altri soggetti. Dove applica un ricarico sulla droga. Ma anche la gestione di alcune piazze. Un’altra curiosità che salta fuori da questa inchiesta, è quello che se un clan finisce lo stupefacente, e non ha la disponiblità immediata, si rivolge al clan contrapposto per rifornirsi.

Le persone raggiunte dal provvedimento sono, Maurizio Arena, di 36 anni, Simone Arena, 27, Salvatore Auteri, 25, agli arresti domiciliari, Giovanni Edoardo Caruana, di 24, Antonio Cocuzza, 42, Lorenzo Costanzo, 33, Salvatore Fonte, 48, Giuseppe Nicolosi, 42, Francesco Pirrello, 30, Sam Salvatore Privitera, 19, Marco Antonio Romeo, 36, Filippo Scordino, 27, Carmelo Sessa, 39, Agatino Torrisi, 32, Andrea Venturino, 20, Marcello Venturino, 46, Orazio Ursino, 23, Raffaele Marino, 49. Il provvedimento è stato notificato in carcere a Massimiliano Arena, 33 anni, Dario Caruana, 38, Giovanni Catalano, 35, Davide Celso, 25 , Michele Celso, 40, Eros Salvatore Condorelli, 25, Mario Costa Cardone, 37, Agatino Cristaudo, 42, Martino Cristaudo, 41, Alessio Marino, 20, Gaetano Marino, 25, Carmelo Migliorino, 24, Giovanni Privitera, 41, Danilo Scordino, 28, Carmelo Sottile, 35.

Rispondi