Violenza: 26enne arrestato, “non ero io, non ero in me”

Violenza sessuale, lesioni e sequestro di persona, questi sono i reati contestati dalla Procura di Catania al 26enne Alfio Cardillo arrestato dai carabinieri della compagnia di Acireale dentro la guardia medica di Trecastagni, dove poco prima aveva sequestrato e violentato per circa tre ore il medico di turno. L’uomo, davanti al gip di Catania Pietro Currò avrebbe ammesso:  “Non ero io, non ero in me, non so perché l’ho fatto e sono profondamente pentito”. A riferirlo il suo legale nominato d’ufficio, Luca Sagneri. Il 26enne, “ha ammesso gli addebiti che gli sono contestati – ha aggiunto -. Ma ha agito in un forte stato di incoscienza”.

Secondo una ricostruzione, uno stato causato dall’avere ingerito alcol e antidolorifici. Cardillo ha riferito di avere avuto un violento mal di denti e di aver tentato di sedare il dolore bevendo alcolici e per questa sarebbe andato alla Guardia medica dove la dottoressa gli avrebbe somministrato un antidolorifico. “Quello che è successo dopo – ha sottolineato il penalista – lui non lo sa spiegare. L’unica cosa che ha ripetuto più volte è stato ‘non ero io, sono veramente pentito'”.  La difesa, ha anche annunciato, che chiederà al gip la concessione degli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico. Questo perché il 26enne sarebbe un incensurato.

Intanto l’Asp di Catania ha già annunciato che aver dato  mandato al proprio legale per la costituzione di parte civile a tutela dell’Azienda e, soprattutto, dei lavoratori. Mentre il medico aggredito,  tramite i suoi legali, ha presentato denuncia contro il 26enne, aggiungendo che si costituirà anche come parte civile.