Gli altri al lavoro, io a casa: raddoppiati i giorni di smartworking ma nessuno lo sa | La nuova legge è già approvata

Smart working (Pixabay) CataniaOggi
Sempre più frequente l’utilizzo dello smart working. In pochi sanno che per alcune categorie di persone le possibilità sono raddoppiate.
Lo smart working, o lavoro agile, è una modalità lavorativa che consente ai dipendenti di svolgere le proprie mansioni da remoto, utilizzando strumenti digitali e godendo di maggiore flessibilità in termini di orari e luogo di lavoro. Questa formula si basa sulla responsabilizzazione del lavoratore, chiamato a raggiungere obiettivi definiti piuttosto che a rispettare rigidi orari d’ufficio.
La pandemia di COVID-19 ha rappresentato un punto di svolta per lo smart working, accelerandone la diffusione in modo significativo. Molte aziende, per garantire la continuità operativa e la sicurezza dei propri dipendenti, hanno adottato massivamente il lavoro da remoto. Questa esperienza ha permesso di sperimentare concretamente i vantaggi e le sfide dello smart working, aprendo nuove prospettive sul futuro del lavoro.
Nonostante un iniziale entusiasmo, il futuro dello smart working rimane oggetto di dibattito. Alcuni esperti prevedono una sua progressiva integrazione nel mondo del lavoro, con un modello ibrido che alterna periodi di lavoro in ufficio a periodi di lavoro da remoto. Altri, invece, sostengono che lo smart working sia destinato a rimanere una modalità marginale, adatta solo ad alcune categorie di lavoratori e aziende.
È innegabile che lo smart working abbia introdotto cambiamenti significativi nel mondo del lavoro, stimolando una riflessione sui modelli organizzativi tradizionali e aprendo nuove opportunità per migliorare la produttività, il benessere dei lavoratori e la conciliazione tra vita professionale e privata.
La 104 e il mondo del lavoro
La Legge 104, per l’Italia, rappresenta un importante strumento di tutela per le persone con disabilità e per i loro familiari. Essa riconosce il diritto all’assistenza, all’integrazione sociale e all’inclusione lavorativa, prevedendo una serie di agevolazioni e permessi.
Per un lavoratore, la 104 può tradursi in permessi retribuiti per assistere un familiare con disabilità grave o per se stesso, agevolazioni fiscali per l’acquisto di specifici beni e servizi, e la possibilità di usufruire di un congedo straordinario di due anni. Tuttavia, l’utilizzo di tali benefici può comportare alcune difficoltà, come la necessità di dover conciliare le esigenze di assistenza con quelle lavorative.

Smart working e 104-Le novità
Il congedo straordinario è un periodo di assenza retribuita dal lavoro concesso ai dipendenti che assistono familiari con disabilità grave. Questa misura, inizialmente legata alla tutela della maternità e paternità, è stata estesa ai rapporti tra figli e genitori disabili, e anche tra coniugi o fratelli. La legge stabilisce un ordine gerarchico rigido tra i beneficiari, senza lasciare spazio a scelte arbitrarie.
Una recente ordinanza del Tribunale di Treviso ha riconosciuto il diritto di una lavoratrice al congedo per assistere il padre disabile, nonostante avesse già usufruito di tale beneficio per la madre. Questa decisione sottolinea l’importanza di bilanciare le esigenze di assistenza familiare con la necessità di tutelare i lavoratori che si prendono cura di familiari non autosufficienti.