Lavoro, contratti a tempo indeterminato addio, passa la legge: il posto fisso è morto per sempre | Ti lasciano a casa dall’oggi al domani

Lavoro addio (Pexels) CataniaOggi

Novità importanti, e poco positive, per molte categorie di lavoratori che non riceveranno più il contratto a tempo indeterminato. 

L’Italia si confronta da tempo con una sfida significativa rappresentata da un elevato tasso di disoccupazione. Questa situazione spinge un numero considerevole di italiani, soprattutto giovani talenti, a cercare opportunità lavorative all’estero, in paesi che offrono prospettive di carriera più stabili e remunerative.

Un’altra problematica rilevante nel mercato del lavoro italiano è la diffusa precarietà. Molti lavoratori, in particolare le nuove generazioni, si trovano ad affrontare contratti a termine, collaborazioni occasionali o altre forme di impiego instabile che rendono difficile la pianificazione del futuro e l’accesso a diritti fondamentali come mutui o investimenti a lungo termine.

Le cause di questa complessa situazione sono molteplici e interconnesse. Fattori come la lentezza della crescita economica, la burocrazia, la rigidità del mercato del lavoro e la difficoltà per le imprese, soprattutto le piccole e medie, di competere a livello globale contribuiscono a mantenere elevato il tasso di disoccupazione e a favorire la precarietà.

Affrontare queste sfide richiede un impegno congiunto da parte delle istituzioni, delle imprese e della società civile. È necessario implementare politiche attive del lavoro efficaci, promuovere la formazione e la riqualificazione professionale, semplificare il contesto burocratico e creare un ambiente più favorevole agli investimenti e alla crescita economica. Solo attraverso interventi strutturali e una visione di lungo termine sarà possibile invertire la tendenza.

I contratti

Il contratto a tempo indeterminato rappresenta la forma più stabile di rapporto lavorativo, in cui non è prevista una data di scadenza. Questo tipo di contratto offre al lavoratore maggiore sicurezza economica e la possibilità di costruire un percorso professionale a lungo termine all’interno dell’azienda.

Tuttavia, negli ultimi anni si è assistito a una progressiva diminuzione della stipula di contratti a tempo indeterminato a favore di forme contrattuali più flessibili e spesso precarie, come i contratti a tempo determinato o le collaborazioni. Questa tendenza è influenzata da diversi fattori economici e normativi, portando a una maggiore incertezza nel mercato del lavoro, soprattutto per le nuove generazioni.

Computer (Pixabay) CataniaOggi

Addio tempo indeterminato

Spesso le pubbliche amministrazioni ricorrono a interventi di stabilizzazione per i Lavoratori Socialmente Utili (LSU). Tuttavia, la Corte di Cassazione ha chiarito che l’impiego temporaneo negli LSU non configura un rapporto di lavoro subordinato, bensì un rapporto speciale con finalità formativa e assistenziale, coinvolgendo più soggetti oltre al lavoratore.

La Cassazione ha ribadito che la mancanza di copertura finanziaria e di una corretta programmazione delle assunzioni rappresentano motivi validi per dichiarare nulli i contratti di stabilizzazione degli LSU. Ogni assunzione nel settore pubblico deve essere sostenuta da adeguate risorse economiche e rientrare nella pianificazione triennale del fabbisogno di personale, al fine di garantire la sostenibilità finanziaria e prevenire spese eccessive.