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Amministrative: elezioni a Catania, il giallo del sondaggio di FdI

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Spicca l’assenza del partito autonomista di Lombardo e la nuova Democrazia Cristiana di Cuffaro, formazioni che insieme alle scorse regionali hanno conquistato il 15% dei voti.

Non è dato sapere, al di là delle ricostruzioni giornalistiche, se sia davvero arrivato il punto di svolta sulla designazione del candidato sindaco del centrodestra a Catania.

Tra stop and go, retroscena e conciliaboli, la coalizione che governa l’Italia e la Sicilia, sembra ancora divisa su più soluzioni possibili: resta in campo la deputata legista Valeria Sudano, mentre si attende un passo da parte di FdI, impegnata in un serio pressing sul vice capogruppo alla Camera, Manlio Messina.

Di ieri la nota del sindaco di Adrano, Fabio Mancuso, che auspicava a nome degli autonomisti la permanenza nella capitale del deputato catanese, anche alla luce del ruolo di cerniera che svolge tra il governo nazionale ed il territorio.

La valutazione delle possibili candidature ha impegnato ieri, riporta LiveSicilia, una riunione serale alla presenza tra gli altri del presidente del Senato Ignazio La Russa. Poco trapela ma sembrerebbe prendere corpo la convergenza interna sul nome di Sergio Parisi, assessore allo Sport nella giunta Pogliese (che dalle parti della Lega negano poter accettare).

Meno probabile il diretto coinvolgimento del deputato europeo ed ex sindaco Raffaele Stancanelli, mentre permarrebbe l’ostilità dell’ex sindaco e coordinatore siciliano Salvo Pogliese, sul nome di Ruggero Razza, assessore nel governo di Nello Musumeci, sul quale c’è il pieno gradimento del partito autonomista di Raffaele Lombardo.

Nei giorni scorsi la stampa aveva riportato la notizia di un sondaggio commissionato direttamente da via della Scrofa, nel quale oltre a quello già fatto sono spuntati i nomi del ministro Musumeci, del cardiologo Pippo Arcidiacono, anche lui nella giunta comunale uscente, e del giudice Nunzio Sarpietro.

Non si hanno notizie degli esiti di questo sondaggio, ma CataniaOggi è venuta in possesso di un file audio registrato da un intervistato. Il file è incompleto perché mancano le prime domande (quelle sul gradimento sull’operato della Giunta Pogliese), ma colpisce un elemento dai più giudicato significativo.

Nelle domande sulla scelta possibile del partito da votare alle amministrative di maggio spicca l’assenza di due proposte nel centrodestra: il partito autonomista di Lombardo e la nuova Democrazia Cristiana di Cuffaro, formazioni che insieme alle scorse regionali hanno conquistato il 15% dei voti.

Certo sarà stata una scelta indicare solo le forze nazionali, ma quale scenario realistico disegna? Alle Regionali il centrodestra unito grazie alla presenza delle due formazioni di stampo siciliano ha superato ampiamente il 50% dei voti, mentre alle comunali la vittoria al primo turno prevede di raggiungere il 40% delle preferenze valide.

Mentre la politica discute, la città attende e riecheggiano le parole dell’arcivescovo sulla responsabilità di tutti i partiti nel dare a Catania una speranza per il futuro.

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