lunedì 27 Maggio 2024
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Caserta, “al mio fianco l’ex ministra Nunzia Catalfo”

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L’annuncio arriva alla fine, dopo una lunga maratona nella quale ieri sera il candidato sindaco, Maurizio Caserta ha incontrato candidati, sostenitori, cittadini: sarà l’ex ministra del Lavoro e delle Politiche sociali, la pentastellata Nunzia Catalfo, a ricoprire il ruolo di vice sindaco in caso di vittoria alle prossime amministrative del 28 e 29 maggio a Catania. “La sua storia, la sua passione, la sua competenza, non potranno che aggiungere ricchezza e decoro a questa straordinaria squadra per fare un percorso di qualità – ha esordito il professore – insieme possiamo veramente farcela”.

Al completo la coalizione, e tanti gli interventi: del segretario regionale PD, Anthony Barbagallo, la deputata regionale M5S Jose Marano, Enzo Bianco per la lista che porta il suo nome, Giolì Vindigni per “Alleanza Sinistra Italiana- Verdi”, il coordinatore Aurelio Di Fato “Per Catania, Maurizio Caserta” e il fondatore del movimento “E’ l’ora del Popolo”, Riccardo Tomasello, candidato presidente per il 6° municipio (Librino-La Rena-Zia Lisa-villaggio Sant’Agata). E a seguire anche gli altri candidati presidenti: Domenico Florio, PD(1°, Centro Storico); Nino Sciuto, PD (2°, Picanello-Ognina- Canalicchio-Barriera); Lidia Adorno, M5S (3°, Borgo-Sanzio); Giuseppe Ragusa, M5S (4°,Galermo-Trappeto- Cibali) Ignazio Musumeci, M5S (5°, Monte Po-Nesima-San Leone-Rapisardi). “Uniti come non si vedeva da tempo – ha sottolineato Caserta– perché condividiamo un grande progetto per Catania. Questo raggruppamento progressista può rappresentare un laboratorio politico e costituire una esperienza da ripetere anche a livello nazionale”. Questo, ed altri 4 obiettivi fissati nel corso del suo intervento: 1) Rendere Catania una capitale del Mediterraneo 2) Contribuire al miglioramento civico della città, partendo dal dare il buon esempio; 3) Fare di Catania una città aperta, inclusiva, accogliente, più giusta, con una redistribuzione del reddito più equa; 4) Mettere in moto la macchina dell’amministrazione, sapendo pianificare le risorse, utilizzandole al meglio senza sprecarle. “Solo così si può riconquistare la fiducia del cittadino – ha detto – Noi queste responsabilità vogliamo assumercele in pieno”.

E poi, la parola ai designati assessori. Di mobilità ha parlato Luigi Tartaglia (M5S), “Un tema che non può prescindere dalla visione della città del futuro, perché tutti i cittadini, dal centro all’estrema periferia, possano avere gli stessi servizi, mezzi pubblici, piste ciclabili. C’è  da attivare il mancato il collegamento tra la città e l’hinterland e la mancata attivazione del servizio ferroviario metropolitano con le fermate urbane Ognina-Picanello, Europa, porto, Acquicella, Bicocca”.

Gianina Ciancio (M5S) ha proseguito parlando di infrastrutture, frutto anche della sua precedente esperienza di deputata regionale, e del Piano rifiuti. “C’è un’emergenza programmata che si ripropone ogni anno in un rimpallo di responsabilità tra amministrazione e regione – ha commentato – quando si sono accorti di far parte della stessa parte politica hanno dato la colpa alla mancanza di un inceneritore, dimenticando che la Comunità europea non lo prevede; e alla fine la colpa è stata data all’inciviltà dei cittadini. La verità è che sono mancati i controlli, l’applicazione delle sanzioni. Bisognerebbe andare a guardare i capitolati di appalto e obbligare le ditte a rispettare le condizioni”. Di risveglio culturale ha parlato Luigi Tabita, attore (PD). “Dobbiamo restituire dignità a questa città, riposizionarla tra le capitali culturali europee. Catania è segnata da due piaghe drammatiche – aggiunge – povertà dispersione scolastica. La cultura è un elemento di crescita civile, così come la scuola è presidio di democrazia e riscatto sociale. Questa destra ce lo sta facendo dimenticare. Il primo impegno da assessore sarà la convocazione degli Stati Generali della Cultura permanenti”. “Siamo in fondo in tutte le classifiche nazionali – ha sottolineato Desirè Miranda, giornalista (É l’ora del Popolo) –Catania è bella, ma non lo è da vivere, da tempo. Facciamo innamorare di nuovo i cittadini. Ricominciamo nell’aumentare la qualità della vita, per una città che sia a misura di bambino e di persone con disabilità, con una pubblica amministrazione che sappia dare risposte ai bisogni”.

“Catania ha 12 siti patrimonio Unesco – ha sottolineato l‘urbanista Maurizio Spina (PD) – 12 diamanti che dovrebbero essere l’elemento trainante per una città, a vocazione turistica. Ma è necessario partire da un Piano Urbanistico per riorganizzare Catania che ha tante ferite antiche da sanare e tanti percorsi nuovi da avviare, su cui è molto in ritardo. Ci sono tre fattori che rendono una città più inclusiva, bella, vivibile, attrattiva – ha spiegato – Ecologia, Mobilità, Energia e riguardano il rapporto equilibrato con l’ambiente, l’organizzazione energetica non più rinviabile, la crescita economica e sociale di una città passa anche dalla rimozione delle difficoltà per raggiungere i luoghi di lavoro o di studio”.

 “Catania ha un disperato bisogno di riscatto civico per una città più giusta –lo ha detto Pierpaolo Montalto, avvocato, (Alleanza Sinistra-verdi) – non possiamo pensare di edificare il salotto buono e metterci alle spalle la disperazione, il degrado, l’abbandono che regnano nei nostri quartieri popolari. E’ necessario riportare lo Stato come elemento di collante sociale, di assistenza: abbiamo l’obiettivo di riaprire 17 servizi sociali, oggi ne abbiamo 4, dotandoli delle professionalità necessarie, in modo che lo Stato sia presente e che non i cittadini più deboli e soli, debbano andare a bussare alla porta della malavita. E poi, affrontare il tema della relazione sociale, su cui l’aumento delle tossicodipendenze sono un campanello di allarme drammatico. Solo una città più giusta è una città libera. Facciamo in modo che il primo giugno potremo dire anche stavolta non ci hanno visto arrivare”.

Parla di numeri, Niccolò Notarbartolo, commercialista (Per Catania, con Maurizio Caserta). “Nello scorso bilancio 2022 c’erano spese in conto capitale per investimenti per 700 milioni di euro, e spese correnti per garantire servizi  per 500milioni di euro, ma come sono stati spesi? – si è  chiesto – Non si vede niente in questa città. Parlare di poche risorse, piuttosto di come spenderle, perchè non lo hanno saputo fare, e puntare il dito sulla mancata dichiarazione di dissesto della precedente amministrazione, dimostra solo come non sappiano assumersi la responsabilità di essere gli stessi amministratori del centro-destra che hanno governato nei vent’anni precedenti, che governano tutt’oggi, e che vorrebbero continuare a farlo, senza vergogna”.

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