martedì 21 Maggio 2024
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Catania: accoltella connazionale, arrestato

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Nell’ambito del potenziamento dei servizi preventivi di controllo del territorio predisposti dal Comando Provinciale Carabinieri di Catania, finalizzati ad incrementare la sicurezza, reale e percepita, della cittadinanza, attraverso il contrasto di ogni forma di criminalità, i militari dell’Arma hanno concentrato la loro vigilanza nel centro storico del capoluogo etneo, in particolare nel quartiere di San Berillo ed in quel dedalo di vicoletti che circondano le aree della movida catanese, in modo da garantire la sicurezza dei numerosi residenti e turisti che hanno affollato il centro durante il weekend.

Nel corso di tali servizi, i Carabinieri della Compagnia di Catania Piazza Dante, supportati dalle gazzelle del Nucleo Radiomobile, a seguito di un’articolata e complessa attività investigativa scaturita da un intervento, hanno denunciato un 43enne senegalese residente a Catania per il reato di “lesioni personali aggravate dall’uso delle armi”.

Nella circostanza, la scorsa sera, i Carabinieri del Nucleo Radiomobile sono stati allertati dalla Centrale Operativa, poiché numerose segnalazioni pervenute da alcuni passanti segnalavano la presenza di un uomo ferito in via Pistone.

Gli equipaggi, già impegnati nel pattugliamento dell’area, sono quindi giunti immediatamente sul posto, accertando effettivamente la presenza di un cittadino senegalese riverso al suolo, che riportava numerose ferite da taglio all’addome e alla spalla, effettuate verosimilmente mediante un oggetto contundente.

I Carabinieri si sono pertanto immediatamente attivati, prima di tutto per garantire l’incolumità della persona ferita, provvedendo a far intervenire sul posto un’ambulanza del 118, che ha trasportato il ferito con urgenza al Pronto Soccorso, fortunatamente fuori pericolo di vita. E’ stata quindi avviata una mirata attività d’indagine per individuare l’autore del reato e svelare l’esatta dinamica dei fatti, dalla quale sono emersi una serie di dati preziosi per le ricerche del colpevole.

Infatti, da una prima ricostruzione degli accadimenti effettuata dai militari del primo intervento, attraverso dei testimoni presenti in loco, si è appreso che l’aggressore aveva avuto un alterco con la sua vittima, al culmine del quale lo aveva colpito all’addome con un grosso coltello, per poi dileguarsi nei vicoletti di San Berillo. Nel frangente, sono stati riferito importanti particolari sull’abbigliamento del presunto colpevole, ed in particolare, che indossava una maglia di colore verde con un’evidente scritta di colore nero “California”.

A seguito delle informazioni acquisite sulla scena del crimine e alla visualizzazione delle telecamere presenti sul posto e lungo il percorso di fuga dell’aggressore, nonché grazie alla profonda conoscenza dei soggetti residenti nel quartiere, i Carabinieri sono quindi riusciti, nel giro di poche ore, a individuare l’autore dell’efferato gesto, localizzandolo all’interno della sua abitazione nei pressi di Piazza Federico di Svevia.

Quando i militari lo hanno raggiunto, il 43enne ha in un primo momento negato qualsiasi coinvolgimento nella vicenda, tuttavia durante la perquisizione dell’abitazione, è stata recuperata, all’interno di un armadio della camera da letto, ben nascosta tra alcuni vestiti, la maglietta che il reo indossava al momento dell’aggressione, riconoscibile attraverso la scritta nera “California”, completamente intrisa di macchie di sangue.

A tal punto i Carabinieri hanno esteso i controlli anche all’intera area circostante l’appartamento, al fine di ritrovare l’arma del delitto, effettivamente rinvenuta all’interno di una busta di plastica nera, nei pressi di un cassonetto dei rifiuti: un coltello avente lama della lunghezza di oltre 20 centimetri.

A tal punto, essendo ormai chiaro e consolidato il quadro investigativo ricostruito, i Carabinieri hanno sequestrato sia la maglietta, che l’arma del delitto, al fine di sottoporle agli accertamenti tecnici da parte del Reparto Investigazioni Scientifiche, mentre l’aggressore è stato accompagnato in caserma per le incombenze inerenti alla denuncia nei suoi confronti, trasmessa all’Autorità Giudiziaria.

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