Migranti: operazione della Polizia a Catania, 25 arresti

Polizia

Gli agenti della Polizia di Stato, su disposizione della Procura di Catania, hanno eseguito 25 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di altrettanti stranieri di cittadinanza guineana e ivoriana, di cui 18 già in regime detentivo mentre altri 7 sono ricercati anche all’estero, con l’accusa di tratta di esseri umani.

L’operazione convenzionalmente denominata “Landayà” ne segue un’altra avvenuta nell’aprile scorso. Le indagini erano nate dalla vicenda di una minore straniera non accompagnata giunta nel gennaio 2021 nel porto di Augusta ma fuggita da una struttura nel catanese alla volta della Francia grazie ad uno degli indagati. Si è giunti così ad individuare un articolato sodalizio criminale di matrice straniera, a carattere transnazionale, formato da più cellule operative in Africa (Libia, Guinea, Costa d’Avorio, Tunisia e Marocco), in Italia (a Genova, Torino, Asti, Cuneo e Ventimiglia) ed in Francia, dedito al reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina (di donne, uomini, bambini e addirittura neonati) che, dietro pagamento di somme di danaro, variabili a seconda della natura degli accordi e della tranche di viaggio da eseguire (oscillando da almeno 200 euro per il mero passaggio dei confini sino a 1.200 euro circa per fasi di viaggio più ampie), si affidava ad esso perché specializzato nella “gestione” dei viaggi per raggiungere altri paesi dell’Unione Europea, in particolare in sconfinamenti verso la Francia. I fermati fornivano inoltre documenti falsi (anche di tipo sanitario quali falsi green pass, falsi esiti del test Covid-19 e patenti di guida).

Il gruppo risultava avere una struttura fluida perché capace di adattarsi ma in ogni caso ben definita quanto ai ruoli: non vi era evidentemente un capo all’apice, ma quattro capi ciascuno per ognuno dei gruppi. In Italia sono state individuate tre cellule: una con sede a Torino ed Asti; una con sede in Liguria ma con un associato dimorante ad Asti; una terza con sede a Ventimiglia ed a sua volta suddivisa in due sottogruppi, di cui uno riferibile ad un uomo allo stato irreperibile, leader del gruppo. Inoltre vi erano ulteriori due sodali definibili “cerniera” stabilmente disponibili ad intervenire nella catena di azioni necessarie a garantire le azioni di sconfinamento dei migranti rivoltisi al sodalizio.

Sebbene la maggior parte dei movimenti dei flussi di denaro avvenisse in contanti (soprattutto per la clientela agganciata alla spicciolata in prossimità dei confini) ed un’altra parte attraverso sistemi basati sulla mera fiducia, definita dai monitorati con il termine “landaya”, l’analisi delle carte di pagamento in uso ad alcuni degli indagati consentiva di attestare che uno dei sodali aveva effettuato l’acquisto on line di titoli di viaggio in un limitato arco temporale per un ammontare di circa 26.000 euro.

L’analisi dei flussi di denaro delle carte restituiva per ciascuna un saldo pressoché pari a zero: dette carte venivano infatti utilizzate quali meri contenitori precari, con transazioni complessivamente ammontanti a 800.000 euro solo considerando le carte intestate a diversi indagati e dovendosi, comunque, tenere in considerazione che spesso nel settore dello smuggling e del trafficking, i flussi di denaro di rilievo avvengono utilizzando soggetti apparentemente non legati agli autori del reato, onde evitare che operazioni di movimentazione di danaro anomale, reiterate e di un certo rilievo, possano esser foriere di attenzione investigativa.

Le intercettazioni hanno registrato numerose conversazioni sulle fattezze fisiche delle migranti e si è scoperto che alcune di loro, oltre al pagamento in denaro, corrispondevano prestazioni sessuali, anche quando viaggiavano con figli minori.

I fermati, giunti in Italia a partire dal 2016, avrebbero dimostrato una non comune expertise criminale tanto che avrebbero affinato le tecniche di interazione con la clientela sintetizzabili, tra l’altro, nelle parole utilizzate da uno di essi in un dialogo monitorato: “Questa è una cosa che ti ho detto mille volte! Quando parli con un cliente devi per prima cosa farlo partire, guidandolo da dove si trova, sino a farlo giungere a Milano oppure a Ventimiglia… poi dopo gli puoi chiedere in quale città vuole andare ed infine gli dici il prezzo!! Così hai la certezza di poter trovare un accordo!!! Già non arrivano tante persone e quelle poche che arrivano con il tuo modo di lavorare le fai allontanare”.