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Catania

Migranti: Renna, “riportare al cuore, le esperienze che si sono vissute”

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Ricordare, nel senso piu’ vero della parola, e’ un “riportare al cuore” le esperienze che si sono vissute. La Chiesa di Catania, insieme alla Comunita’ di Sant’Egidio, vuole ri-portare al cuore dei catanesi l’esperienza tragica e carica di solidarieta’ vissuta nella citta’ il mattino del 10 agosto del 2013: la morte di sei migranti e l’approdo di 99 persone che in quel caldo mattino d’agosto hanno intravisto sui lidi catanesi la meta della loro fuga dalla disperazione.

“In quel giorno “Catania ha incontrato il volto degli immigrati, non le semplici notizie della loro presenza, della loro fuga, della loro morte”, afferma l’arcivescovo Luigi Renna, che aggiunge: “A dieci anni da quello sbarco, ci chiediamo se non e’ possibile mettere fine a tutto questo, dopo tante esperienze come quella del 10 agosto del 2013. La solidarieta’ dieci anni fa non e’ mancata e non manchera’ mai, finche’ ci considereremo esseri umani e cristiani; ma facciamo appello alle forze politiche del nostro Paese: quanto tempo ancora si attendera’ per una politica sugli immigrati che tenga conto della grave situazione dalla quale fuggono e che fa di loro delle persone semplicemente bisognose di corridoi umanitari? Fino a quando si chiuderanno gli occhi su cio’ che precede l’arrivo sulle nostre coste, ossia le situazioni di violenza che vedono protagonisti i Paesi da cui partono, in cui sostano, in cui gli accordi tra nazioni non sono rispettose dei diritti umani?”.

Per l’arcivescovo di Catania, “e’ l’ora di una risposta politica, alla quale la nostra coscienza di credenti e papa Francesco continuamente ci richiamano. E’ l’ora di una visione politica autenticamente cristiana sui nostri fratelli e sorelle immigrati, e su cio’ che e’ dovuto loro in quanto persone. E’ l’ora in cui occorre avere una visione della situazione internazionale dei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo attenta allo sviluppo integrale, che non puo’ essere tale senza riconoscere i diritti umani e la democrazia”.

L’auspicio del vescovo Renna e’ che, “mentre continua l’accoglienza e la tutela da parte dello Stato, mentre la generosita’ di associazioni e movimenti umanitari continuano senza sosta, si apra un confronto politico che non prescinda dall’analisi di cio’ che sta accadendo sull’altra sponda del Mediterraneo. Guardiamo con speranza all’incontro di Marsiglia del settembre prossimo, nel quale ancora una volta la Chiesa vorra’ essere ‘lievito nella massa’ perche’ l’Europa senta il Mediterraneo come luogo che unisce non solo progetti economici, ma progetti di pace, degni di Paesi democratici e delle appartenenze di fede che invocano Dio come Padre. Continueremo a ricordare non solo per un doveroso sguardo a chi non c’e’ piu’ e a chi e’ sopravvissuto, ma perche’ la memoria sia maestra di etica e di politica”.

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