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Catania

Operazione “Catena Spezzata”, arresti

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Questa mattina, gli agenti della Polizia di Stato hanno portato a termine un’operazione, coordinata dalla Procura di Catania, volta alla disarticolazione di una cellula criminale presente a Catania e nella Provincia, dedita alla consumazione di violenti reati contro il patrimonio.

L’ordinanza di applicazione di misura custodiale coercitiva, è stata emessa, nei confronti di nove uomini per associazione a delinquere finalizzata alla commissione di vari reati contro il patrimonio, in particolare quelli di rapina, estorsione e furto, nonché traffico di stupefacenti e detenzione di armi.

Tra i destinatari: Antonino Patanè, (classe1960); Cavallaro Mario (classe 1974), Caudullo Sebastiano (classe 1974); Paradiso Alfio (classe 1962); Zinna Angelo (classe 1992); Sorbera Cristian (classe 1987); Cosentino Sebastiano (classe 1996);Bellissima Orazio (classe 1958); Pappalardo Maurizio (classe 1968);

Le indagini, secondo la ricostruzione, avrebbero permesso di acquisire elementi che dimostrerebbero la sussistenza di una associazione a delinquere semplice, caratterizzata da una struttura organizzata e da un progetto delittuoso indeterminato nel tempo e volto a commettere reati contro il patrimonio.

L’indagine è scaturita da una rapina a mano armata commessa all’interno di un ufficio postale del Capoluogo da parte di tre soggetti. I successivi approfondimenti hanno permesso non solo di identificare gli altri due complici catanesi ma di comprendere come tale episodio non fosse occasionale o isolato.

L’organizzazione, secondo l’accusa, era infatti  stabile e strutturata in modo piramidale La banda disponeva di armi, di autovetture provento di furto, impiegate per l’attuazione delle rapine e di basi logistiche per gli incontri tra i sodali e per la pianificazione di altre attività illecite.

E’ emersa , altresì, una connotazione particolarmente violenta nella fase esecutiva del gruppo criminale oggetto di indagini. Tra gli illeciti riscontrati anche lo spaccio di marijuana. Il Giudice per le indagini preliminari, su richiesta del Pubblico Ministero titolare del relativo fascicolo d’indagine, ha quindi disposto, per sette indagati, l’applicazione della misura cautelare della custodia in carcere e per due di essi quella degli arresti domiciliari.

 

 

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