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Riforma province sarà riproposta

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no alle elezioni di secondo livello

Incassare il colpo e voltare pagina, pronti a riproporre la riforma bocciata. Sbollita il nervosismo della prima ora dopo la bocciatura della riforma delle province avvenuta a scrutinio segreto ma con ben 11 voti mancanti alla maggioranza a dimostrazione delle tensioni interne al centrodestra, la coalizione prepara il terzo round.

Senza riforma si andrebbe ad elezioni di secondo livello
In assenza di riforma la legge vigente vorrebbe l’indizione dei comizi per elezioni di secondo livello ovvero effettuate senza chiamare alle urne iu siciliani ma solo i consiglieri eletti nei comuni che fanno parte della stessa Città metropolitana o Libero consorzio dei Comuni.

A chiedere elezioni di secondo livello senza riforma è FdI per bocca del capogruppo Giorgio Assenza “Ritengo che intanto in Sicilia debba cessare l’era decennale dei commissariamenti, facendo ricorso in questa fase almeno all’elezione di secondo livello”.

Una frase inserita in una dichiarazione più generale ma che per pezzi della maggioranza è un modo per gettare la maschera se mai ce ne fosse bisogno.

Anche l’opposizione spinge in questo senso “Il voto all’Ars era una morte annunciata” dice il deputato del Pd all’Ars, Nello Dipasquale. “Adesso bisogna pensare alle elezioni di secondo livello nelle Province. la maggioranza è rimasta vittima delle sue stesse forzature.

E la dichiarazione dell’esponente del Pd è un avviso di nuova guerra “Uno strumento di democrazia che difenderemo”.

Forza Italia non ci sta
“Lo stop imposto al cammino parlamentare della legge sulle province rappresenta una sconfitta per i territori e le comunità che da anni subiscono incredibili carenze e disservizi; questo stop è un duro colpo ai processi di partecipazione democratica che nelle elezioni hanno il loro punto più alto.
Il gruppo parlamentare di Forza Italia all’assemblea regionale siciliana oggi ha votato in modo compatto e unito per proseguire il dibattito sulla proposta di legge riguardante le province.
Questo perché questo disegno di legge era parte integrante, e resta parte integrante del programma del governo presieduto da Renato Schifani e condiviso con l’intera coalizione” sostiene Marcello Caruso, Coordinatore regionale di Forza Italia.

La riforma sarà riproposta, no elezioni di secondo livello
“Nel programma del Presidente Schifani è scritto a chiare lettere che i protagonisti del voto devono essere i cittadini e questo è quello che prevedeva la riforma bocciata in Aula. Non vogliamo,
pertanto, sentire parlare di elezioni di secondo livello, quelle per le quali voterebbero solo i sindaci ed i consiglieri comunali, soprattutto se questa proposta arriva da esponenti di maggioranza” dicono all’unisono il segretario nazionale della Democrazia Cristiana, Totò Cuffaro, il capogruppo all’Ars della Dc Carmelo Pace e il presidente della I Commissione Affari Istituzionali, Ignazio Abbate.

“Rimaniamo, pertanto, interdetti nel sentire che l’onorevole Assenza chieda l’elezione di secondo livello, dopo che, mesi addietro, tutte le forze di maggioranza hanno sottoscritto, in maniera compatta, il programma del presidente Schifani” dicono sottolineando proprio il passaggio della dichiarazione del capogruppo di FdI.

“Quello che deve essere chiaro a tutti è che non può esserci alcun passo indietro: il testo di riforma delle Province deve tornare presto all’esame dell’Ars per essere discusso. Occorre che la legge venga
approvata per salvaguardare i territori e per rendere protagonisti gli elettori, facendo così prevalere la democrazia. Mi auguro che, su questo argomento, tutta la maggioranza sia lealmente convinta”, concludono.

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