lunedì 15 Aprile 2024
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Siracusa: colpito il Clan “Nardo”, 12 provvedimenti

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voti in cambio dell’impegno per la scarcerazione del figlio di un boss

Su richiesta della Procura di Catania i Carabinieri di Siracusa coordinati dal procuratore aggiunto della Dda di Catania Sebastiano Ardita e dal colonnello Gabriele Barecchia, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare a carico di 12 persone (10 in carcere e 2 agli arresti domiciliari) emessa dal G.I.P. del Tribunale di Catania, nei confronti di alcuni esponenti ritenuti vicini al clan “Nardo” presente nell’area nord della provincia aretusea e ritenuta costola della famiglia di cosa nostra catanese “Santapaola Ercolano”.

Tra le persone raggiunte dal provvedimento, spicca il nome dell’ex Assessore Regionale Pippo Sorbello, finito ai domiciliari con l’accusa di “scambio elettorale politico-mafioso” in riferimento alle amministrative del 2022 a Melilli. Avrebbe “accettato la promessa di ottenere voti in cambio di denaro e dell’impegno a operarsi per agevolare la scarcerazione del figlio di un affiliato”. Per il politico, non è la prima volta che incappa in una inchiesta antimafia. Nel 2012 venne raggiunto da un avviso di  garanzia notificato dai carabinieri per voto di scambio nell’ambito di una inchiesta della Procura di Catania.

Tra i destinatari del provvedimento, ci sono persone accusate di essere organizzatori ed affiliati al Clan “Nardo” che, avvalendosi della forza di intimidazione sono riusciti ad acquisire, in modo diretto e indiretto, la gestione o comunque il controllo di numerose attività economiche e imprenditoriali, prevalentemente nel settore agro-pastorale, nell’area nord della provincia siracusana. Tra i reati contestati a vario titolo, ci sarebbero estorsioni, detenzione di armi e stupefacenti, introduzione in carcere di dispositivi telefonici.

Dopo la recente operazione “Agorà”, portata a termine dai militari del Comando Provinciale di Siracusa, i clan, si sono velocemente riorganizzati e l’operatività del clan è ripresa con il solito modus operandi, minacciando, anche dall’interno degli istituti di pena – utilizzando illecitamente telefonini – chi si fosse rivolto alle forze dell’ordine, per denunciare un’estorsione o una minaccia subita, occultando armi ad alto potenziale offensivo, smerciando stupefacenti del tipo cocaina e marijuana – addirittura gestendo una florida piantagione composta da ben 731 piante.

Le armi, due fucili e una pistola, e lo stupefacente, circa 11 kg tra marijuana e cocaina, sono stati sequestrati dai Carabinieri durante la fase investigativa.

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